Bruegel Jan Il Vecchio Libri
Libri con argomento Bruegel Jan Il Vecchio
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Jan Brueghel il vecchio: le lettere in italiano dell'Ambrosiana Argenziano R. (Cur.) - Centro Ambrosiano, 2019 - Biblioteca Ambrosiana
Con le sue lettere in Italiano, indirizzate al cardinale Borromeo e a Ercole Bianchi, il pittore fiammingo Jan Brueghel il Vecchio ha lasciato «un autoritratto a impressioni vivacissime». A 150 anni di distanza dalla prima edizione messa a punto nel 1868 da Giovanni Crivelli, si ripropongono qui le lettere secondo «criteri filologici rigorosi» e facendo tesoro degli «apporti della storia dell'arte e della critica d'arte». L'autrice del commento lo arricchisce di uno specifico approccio storico-linguistico che mette in evidenza un valore testimoniale del carteggio rimasto finora in secondo piano. Descrive, cioè, e interpreta «l'italiano d'adozione» documentato dalle lettere guardando al «complesso degli studi sull'italiano cinque-seicentesco, sul lessico artistico e sugli italianismi [...]» e «ponendosi nella prospettiva scientifica, di fondazione novecentesca, impegnata a ricostruire le vicende dell'italiano di stranieri».
La vita è breve, il mondo è strano Ferris Toby - Il Saggiatore, 2025 - La Cultura
"La vita è breve, il mondo è strano" racconta il tentativo di curare con l'arte le ferite dell'esistenza. Una ricerca personale e letteraria tra biografia, storia familiare e pittura per provare a trattenere da esse qualcosa che vada oltre la nostra finitezza. Nel 2012, dopo la morte del padre e la scoperta di stare diventando padre a sua volta, Toby Ferris prende una decisione tanto peculiare quanto profondamente sentita: visitare tutte le città che custodiscono i quarantadue dipinti superstiti di Pieter Bruegel il Vecchio, uno dei pittori più visionari del Rinascimento nordico, per poterli finalmente osservare in dettaglio. È un progetto bizzarro e ambizioso che tocca molti nodi della sua vita in modi diversi, spesso inattesi, e così il desiderio di ricomporre il corpo smembrato e diviso delle opere di Bruegel si trasforma in qualcosa di molto simile alla ricerca di un senso e forse di una salvezza. Seguendo un itinerario che lo porterà da Roma a Madrid fino ad Anversa, da Napoli a Bruxelles fino a Detroit, Ferris si confronta non solo con i quadri di Bruegel, ma anche con ciò che raffigurano: l'infanzia, la vecchiaia, la marginalità, la malattia, l'esclusione, il senso di appartenenza. Alternando filosofia, curiosità e ricordi privati, gli incontri fatti e le storie che ogni tela porta con sé, Ferris ci trascina in un percorso composto da spazi sempre nuovi: dall'irrealtà di stazioni, camere d'albergo e aeroporti alla verità dei paesaggi disegnati da Bruegel, tra folle carnevalesche, eserciti sanguinari, demoni mostruosi e città in fiamme. Un libro ibrido e incatalogabile, che ci offre una lezione preziosa sul nostro posto nel mondo: perché la verità si nasconde nei dettagli, ma solo uno sguardo d'insieme può rivelare l'essenza delle cose.