Cavallini Furio Libri

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Furio Cavallini ovvero il Crazy Horse di Bianciardi libro
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LIBRO   9788869959929

Furio Cavallini ovvero il Crazy Horse di Bianciardi Favilli E. (Cur.)  Canessa F. (Cur.)   -  Pacini Editore, 2022  -  Arte

«Il Comune di Grosseto ha organizzato questa mostra in occasione dell'imminente apertura dell'anno che segna il centenario della nascita di Luciano Bianciardi, con la piena consapevolezza di mettere sullo stesso piano Furio Cavallini, pittore di origini piombinesi, e lo scrittore grossetano, due figure importanti, due intellettuali che hanno intrapreso un cammino comune, ognuno con le proprie peculiarità artistiche, in un'Italia fine anni Cinquanta dove si mescolano e convivono elementi contraddittori fra loro: da un lato il boom economico, dall'altro il disagio culturale di coloro che non si piegano ad una visione della società di massa. Il sintomo più appariscente della volontà di ripresa, seppur comune all'epoca in tutte le città italiane, si manifestò con particolare fervore e concretezza proprio a Milano, città industriale per eccellenza, dove i due hanno vissuto la "vita agra" e trascorso momenti molto critici ma anche di forte spessore culturale; di fatto è proprio questo aspetto che ha rafforzato la loro amicizia che non è mai venuta meno fino alla morte di Luciano Bianciardi. Ci piace la definizione che nel 1956 Giovanni Colacicchi, artista e teorico dell'arte, attribuisce alla pittura di Cavallini, sulla quale chi verrà a visitare la mostra non potrà non essere d'accordo: «...I suoi procedimenti sono rapidi e conclusivi, dettati solo dalle sue interiori esigenze. Non c'è caso che egli addolcisca o levighi il suo modo di fare, per obbedire ad esterni fini dì piacevolezza. La sua pittura è aspra, talvolta anche spiacevole; ma sempre ne scaturisce un'immagine viva, un carattere». Interessante dunque anche il paragone tra l'arte pittorica di Cavallini e la scrittura di Bianciardi con la quale egli esprime la propria umanità e quella degli altri. Ma il sentimento dell'amicizia reciproca si fa sentire in più occasioni: ecco Luciano Bianciardi nel 1968: «...Ogni tanto ci si rivede, ma siamo fra i pochi a non compiangere l'uno sulla spalla dell'altro gli anni passati. No, Furio mi chiede cosa ho scritto, io gli chiedo cosa ha dipinto. Fra noi due, sono queste le sole cose che contano. Si capisce, insieme al resto, alle persone che ci vogliono bene. Con quelle, e con il nostro mestieraccio, non si lesina mai». Un sentimento puro, il loro, capace di far riflettere, costruito e non contemplato come una sorta di meraviglia naturale ma vissuto pienamente e condiviso, esempio che fa bene al cuore.» (Dalla Presentazione di Luca Agresti)

€ 18.00 € 17.10
LIBRO   9788866153184

Caro Furio. Lettere di Luciano Bianciardi a Furio Cavallini pittore Arrigoni Tiziano   -  La Bancarella (Piombino), 2025  -  Maremmana

«A Milano lo chiamavano Piombino. È un orso scontroso che contesta spietato le cifre della grande industria culturale», così scriveva il pittore Manfredo Lombardi (1927-2021) del suo amico Furio Cavallini, in occasione della presentazione di una sua mostra personale alla Galleria Comunale Paride Pascucci a Grosseto nel marzo 1966. Erano amici, Furio e Manfredo e si frequentavano anche con le loro famiglie. L'orso piombinese, così Lombardi definiva Furio, uno spirito scontroso, ipercritico, un maremmano di costa ostile all'industria culturale del miracolo economico. Come un altro suo amico, lo scrittore Luciano Bianciardi, ormai famoso in tutta Italia. Furio arrivò a Milano agli inizi del miracolo economico, affascinato dalla grande città, così piena di stimoli: Bianciardi fu attratto dalla sua atipicità, dal suo essere maremmano e operaio, dal fatto che avesse vissuto da ragazzo la vita nei boschi, accanto a boscaioli e a carbonai, nel paese di Riparbella (paese di origine della famiglia), di essere cioè un testimone diretto e sincero di quell'ambiente che lui aveva lasciato in Maremma per venire a lavorare nella grande industria culturale a Milano.

€ 7.00 € 12.00