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Sergio Ceccotti. Catalogo generale dei dipinti. Ediz. illustrata Unione Europea Esperti D'arte (Cur.) - Luoghinteriori, 2025 - Coedizioni
La pubblicazione del catalogo generale dei dipinti di Sergio Ceccotti è tutti gli effetti ricomporre, pezzo dopo pezzo, un percorso artistico del Maestro lungo 67 anni. Nei suoi dipinti si possono scrutare gli ambienti silenti, le atmosfere rarefatte, i personaggi enigmatici che sembrano uscire da romanzi, da thriller, da sfuggenti lampi onirici. I paesaggi urbani appaiono immersi una realtà immateriale, quasi metafisica, con le auto, i tram, le persone che passeggiano, si incontrano. Nella rappresentazione di alimenti e oggetti quotidiani possono essere riconosciute reminiscenze di Pop Art, tutto reinterpretato con dovizia di particolari: dolciumi, salami, bistecche, maccheroni, frutta, pizza, formaggi, pesci e molluschi. Ma anche libri, pacchetti di sigarette, giornali, banconote, fotografie, cellulari e non di rado pistole, sono inseriti nei suoi dipinti spesso come protagonisti, o "nascosti" all'interno di camere d'albergo o abitazioni inquietanti. Caratteristica compositiva tipicamente ceccottiana è la presenza costante di quadri nel quadro. Queste opere d'arte nell'opera d'arte si svelano inapparenti nella totale coesione con l'ambiente dipinto.
Sergio Ceccotti. Il romanzo della pittura 1958-2018 Biasini Selvaggi Cesare - Carlo Cambi Editore, 2018
"Nulla in pittura è come appare. Né dovrebbe o potrebbe esserlo. La pittura è, infatti, un processo essenzialmente mentale, che ricopre il volto del mondo trasfigurandolo e trascendendolo con una superficie sottilissima e ingannevole, facile a dissolversi solo quando un occhio attento vi si fissa in meditazione alla ricerca dei suoi significati oltre l'ostentata reticenza, verso il sublime dell'idea. Per questo motivo si continuerà a fare pittura e a cercare di capirla, finché ci si domanderà il perché della realtà. Non a caso Friedrich Nietzsche ha scritto che l'arte nasce dall'unione di due elementi: un grande realismo e una grande irrealtà. E Sergio Ceccotti li possiede entrambi, e nella qualità più alta e raffinata. La sua longeva esperienza artistica può essere sintetizzata, meglio di tante parole, nella sua serie di dipinti dedicata ai Musei immaginari. Essi sono i luoghi dove tradizione e innovazione, memoria e preveggenza sono ricondotti a unità, in un rapporto dialettico costante." (Cesare Biasini Selvaggi)
Sergio Ceccotti. Dal paesaggio alle diverse forme della comunicazione di massa, la ridefinizione del genere nella figurazione di Ceccotti... Biasini Selvaggi Cesare - Carlo Cambi Editore, 2014 -
Il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche ha scritto che l'arte nasce dall'unione di due elementi: un grande realismo e una grande irrealtà. Sergio Ceccotti li possiede entrambi, e nella qualità più alta e raffinata. Seguendo un ordine tematico e cronologico, la monografia ripercorre, dal 1958 al 2014, la produzione grafica e pittorica dell'artista romano, lungimirante erede della Metafisica dechirichiana e del Realismo magico, fortunato antesignano della figurazione italiana contemporanea. Dai primi dipinti della fine degli anni Cinquanta, dalle suggestioni neocubiste a quelli della prima metà degli anni Sessanta, nei quali riecheggiano potenti l'Espressionismo e la Nuova Oggettività tedesca, la monografia prosegue con l'analisi degli intensi lavori dei decenni successivi, immersi nella "figurazione ceccottiana", dai riflessi Pop agli influssi cinematografici, della letteratura di genere, dei fotoromanzi, delle strisce a fumetti (come quelle delle prime edizioni di Diabolik delle sorelle Giussani) e, persino, dei rebus che gli appassionati di riviste enigmistiche conoscono bene. Nei suoi "misteri metropolitani" il pennello dell'artista rivela, invece, le sottili malvagità celate nei condomini apparentemente tranquilli della periferia romana o della Parigi del secondo Ottocento.