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LIBRO   9791220818452

Io, prigioniero in Russia Di Michele Vincenzo   -  Streetlib, 2021

Dal Gran Sasso alle steppe: la storia vera di un uomo che è sopravvissuto all'annientamento russo. 1942. Intermesoli, un piccolo borgo alle pendici del Gran Sasso. È qui che finisce la giovinezza di un ragazzo di vent'anni, strappato alla sua terra per indossare la penna nera della gloriosa Divisione Julia. Destinazione: l'inferno di ghiaccio del fronte russo. Attraverso le pagine di un diario autografo, sopravvissuto al tempo e alla censura, riviviamo la cruda odissea di un giovane alpino. Dalle trincee spazzate dal vento, dove le ondate dell'Armata Rossa si infrangono con ferocia disumana sulle linee italiane, fino alla tragica ritirata che segnerà il destino di migliaia di soldati. Ma la battaglia è solo l'inizio. Catturato durante l'offensiva sovietica, il protagonista viene inghiottito dallo spietato sistema dei gulag: dal campo di Tambov all'ospedale di Bravoja, fino ai campi di lavoro forzato nelle piantagioni di cotone di Taskent, in Kazakistan. Questa non è solo una cronaca di guerra; è la testimonianza vibrante di quattro anni di sopravvivenza estrema, di fame, freddo e speranza incrollabile. Il racconto autentico di un ritorno impossibile, scritto da chi ha guardato l'abisso ed è tornato per raccontarlo.

€ 15.00 € 21.00
LIBRO   9791220085830

Io, prigioniero in Russia. 1940-45 dal diario di un alpino sul fronte russo Di Michele Vincenzo   -  Di Michele Vincenzo (Aut), 2021

Nel suo diario autografo un giovane alpino della divisione Julia racconta la sua cruda avventura durante la seconda guerra mondiale. La sua infanzia; la partenza in guerra; la prima linea in battaglia con i russi che ubriachi di vodka si gettavano con ferocia all'assalto frontale contro le truppe italiane; la marcia verso i campi di concentramento e la lunga permanenza nei gulag sovietici e infine l'insperato ritorno a casa dopo quattro duri anni. Gennaio, 1943: il mio ingresso al campo di prigionia di Tambov. Se avessero scritto su un cartello all'ingresso di quel maledetto lager, "Benvenuti all'inferno", la realtà non sarebbe poi stata tanto diversa. Nel periodo della mia permanenza a Tambov, che va da gennaio 1943 a maggio del 1943, si riscontrò un tasso di mortalità del 90%. Detto in poche parole, ogni cento uomini che entrarono in quel campo, solo dieci e abbastanza malconci rimasero indenni. "E anche io, malgrado tutte le disavventure, sono stato tra quei fortunati baciati dalla sorte".

€ 12.00