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Santa Eurosia. Un culto agrario dai Pirenei spagnoli alla Pianura Padana Prandi Elena - Sometti, 2021 - Il Sacro Popolare
La ricchissima bibliografia sui santi e la santità stranamente non contempla il profilo di una santa di cui, in particolare nelle regioni del nord Italia, sono presenti immagini, tele e patronati risalenti ai secoli XVI-XX: si tratta di santa Eurosia, una santa di origine boema del IX secolo, che, giunta sui Pirenei spagnoli per il matrimonio con un nobile del luogo, venne martirizzata dagli arabi. Il culto della santa fu assai presente nell'area padana e fortemente agricola per la sua funzione antitempestaria e di protezione dei raccolti. La Chiesa cattolica, nella proclamazione dei santi, privilegia le «virtù manifestate in modo eroico». Il martirio è la massima espressione della vita cristiana e dunque Eurosia fu riconosciuta santa per la motivazione più evidente. Tuttavia essa divenne una santa «specializzata» in ambito agrario, distinguendosi per la sua difesa delle campagne dalla grandine e da quanto potesse danneggiare i loro frutti. Elena Prandi ricostruisce l'arrivo e la diffusione in Italia del culto di Eurosia: dopo la battaglia di Pavia (1525), che sancì il predominio spagnolo in Italia, essa fu «adottata» soprattutto in ambito contadino e campestre sino a quando, seguendo la sorte dei santi specializzati in generale, la sua presenza si andò spegnendo sino a cessare all'inizio del XX secolo, al punto che se ne perdette la memoria. Ciò non toglie che le testimonianze patronali e pittoriche siano presenti là dove il culto fu più seguito, in particolare nel territorio mantovano.
Da Jaca a Corazzano. Il culto di sant'Eurosia «patrona delle campagne». Tra storia e leggenda Ricciarelli Francesco - La Conchiglia Di Santiago, 2015
Un libro su Sant'Eurosia, una santa non troppo nota in Italia, ma che ha i suoi luoghi di culto, scritto rispettando le persone che ne sono devote, ma anche una certa scientificità. Lo ha redatto un sacerdote, don Francesco Ricciarelli, andando a Jaca, in Spagna, agli inizi del Cammino di Santiago, dove il culto ha preso origine. Scrive Ricciarelli: "Mentre i vertici della Chiesa si muovevano con la consueta cautela e gli studiosi si accapigliavano in lunghe diatribe su documenti per lo più falsi, la devozione per Sant'Eurosia aumentava, a livello popolare, estendendosi anche alle campagne italiane. Rivestita con i panni di una principessa boema, inserita in un contesto diverso da quello in cui era storicamente vissuta, investita di una vocazione, quella matrimoniale, che non era stata la sua, Sant'Eurosia continuava a risplendere agli occhi dei fedeli per il suo patronato sui frutti della terra e per il suo esempio di fede, di amore per Cristo e di fortezza nel martirio". Completano il libro una serie di immagini, guardate con lo scrupolo dei più recenti studi di iconografia, ma anche un servizio fotografico realizzato qualche anno fa, su una processione popolare nella campagne di Corazzano che, grazie a Daniele Alamia, trasformano l'evento in un vero e proprio rito, tanto da far pensare alle grandi campagne fotografiche realizzate soprattutto al sud d'Italia da fotografi italiani e stranieri.
Eurosia Fabris Barban. La vita: volti di maternità Pasquale Gianluigi - Editrice Shalom, 2025 - I Santi Del Messalino
Il documentato profilo biografico realizzato da padre Gianluigi Pasquale ricostruisce la vita della beata Eurosia Fabris Barban, ai più nota come mamma Rosa: fu una mamma di adozione, naturale, di affido e di cura delle persone infette e ammalate. Lei, con il suo immancabile grembiule pieno di cibarie per i poveri, riusciva a trasformare in una casa ogni ambiente che abitava: la stalla, la stanza dove impartiva lezioni con la sua arte di sarta... Queste pagine ci mettono di fronte all'esistenza «di una figura meravigliosa del XX secolo, donna, sposa e mamma. Certamente una di noi, che, però, ha saputo trasformare la storia, in storia di salvezza, abitando il quotidiano in maniera eccezionale» (l'Autore, dall'Introduzione).