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Una fimmina calabrese. Così Lea Garofalo sfidò la 'ndrangeta De Chiara Paolo - Bonfirraro, 2022 - Saggistica
Questa è la storia di Lea Garofalo, la donna-coraggio che si è ribellata alla 'ndrangheta, che ha tagliato i ponti con la criminalità organizzata. Nata in una famiglia mafiosa, ha visto morire suo padre, suo fratello, i suoi cugini, i suoi parenti, i suoi amici, i suoi conoscenti. Un vero e proprio sterminio compiuto da uomini senza cuore, attaccati al potere e illusi dal falso rispetto della prepotenza criminale. Lea ha conosciuto la 'ndrangheta da vicino: come tante donne, ha subìto la violenza brutale della mafia calabrese. Ha denunciato quello che ha visto, quello che ha sentito: una lunga serie di omicidi, droga, usura, minacce, violenze di ogni tipo. Ha raccontato la 'ndrangheta che uccide, che fa affari, che fa schifo! È stata uccisa perché si è contrapposta alla cultura mafiosa, che non perdona il tradimento - soprattutto - di una fimmina. A 36 anni è stata rapita a Milano per ordine del suo ex compagno, dopo un precedente tentativo di sequestro in Molise, a Campobasso. La sua colpa? Voler cambiare vita, insieme a Denise. Per la figlia si è messa contro il convivente, i parenti, il fratello Floriano. In questo Paese «senza memoria» lo Stato dovrebbe vergognarsi per come ha trattato e continua a trattare questi cittadini onesti, che hanno semplicemente fatto il proprio dovere. Gli esempi non possono essere accatastati. Devono poter sbocciare come candide rose, per inebriare le nostre menti delle loro passioni, della loro forza e del loro immenso coraggio. Senza dimenticare i familiari delle vittime, nemmeno loro possono essere lasciati soli. Le mafie, sino a oggi, hanno ucciso più di 150 donne. Solo grazie alle fimmine è possibile immaginare un futuro diverso per questo Paese, un futuro senza il puzzo opprimente di queste organizzazioni criminali, che possono tutto per la loro immensa potenza economica e militare. Per i loro legami secolari con la politica e le Istituzioni. Con Lea e con Denise non hanno potuto nulla. Prefazione di Sebastiano Ardita. Postfazione di Cesare Giuzzi.
Il diario di Lea Mino Eleonora Frida Salza Giulia - Navarra Editore, 2025
La storia di Lea Garofalo, testimone di giustizia, raccontata in un albo illustrato per tutte le età: la voce di una donna che è stata la chiave della rivolta contro il clan Comberiati-Garofalo e delle faide interne che videro coinvolte la sua famiglia e quella dell'ex compagno Carlo Cosco. I testi, corredati dalle illustrazioni, prendono spunto dalle dichiarazioni raccolte in sede processuale e da frasi riportate sul suo diario. Lea Garofalo nasce nel 1974 a Petilia Policastro (KR), in una famiglia vicina alla 'ndrangheta. Trasferitasi a Milano col compagno Carlo Cosco, ignara dei traffici di droga gestiti da quest'ultimo, nel 1991 dà alla luce Denise, ferma nell'obiettivo di offrirle un futuro diverso. Nel 1996, dopo l'arresto di Carlo Cosco, Lea riesce a lasciare il compagno e ad allontanarsi da Milano. Minacce e ritorsioni perseguitano lei e la figlia, ma denunciando e raccontando tutto ciò che, nel corso degli anni, ha visto e sentito, le due donne vengono inserite nel programma di protezione. Dopo anni e la scarcerazione di Carlo Cosco, Lea Garofalo viene uccisa: nel 2011, la testimonianza di Denise Cosco è determinante per la condanna di suo padre e dei suoi complici.