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Michele Giangrande. Fire walk with me. Catalogo della mostra (Conversano, 31 agosto-31 ottobre 2018). Ediz. illustrata - Quorum Edizioni, 2018 -
«Guardando i miei lavori è difficile non pensare al Ready Made di origine dadaista e duchampiana e/o all'object-trouvè di matrice surrealista. Le mie operazioni sono il risultato dell'assemblaggio di oggetti d'uso riconsiderati, ma anche la materica testimonianza di un circuito interpretativo. Ogni oggetto perde la propria funzione. Pennelli, cravatte, metri, candele, riviste, diventano mezzi creativi. Sono oggetti attraverso i quali è possibile realizzare l'opera d'arte, ma non la rappresentano». «Se ci siamo evoluti dai primati lo dobbiamo solo alla nostra capacità di ideare sempre qualcosa di nuovo. Per migliorare la vita, ma anche lo spirito. Avere paura dei cambiamenti è contro la natura dell'uomo». «La mia ricerca attinge da un vasto universo oggettuale, un mondo di mercatini, ipermercati, botteghe, scantinati e depositi mescolato ai miei ricordi d'infanzia, di un tempo in cui mi costruivo i giocattoli da solo per averne sempre di nuovi. Giocattoli improvvisati nati dall'insieme di improbabili oggetti presenti in casa. A questa pratica, oggi, si aggiunge la componente intellettuale».
CTRL Z. Estetica dell'irreversibile e politica del segno Giangrande Michele Schiavone G. (Cur.) - Sfera Edizioni, 2025
ll testo accompagna la mostra "CTRL Z. Estetica dell'irreversibile e politica del segno" di Michele Giangrande e ne sviluppa le premesse teoriche, esplorando il paradosso contemporaneo della cancellazione come gesto di resistenza. In un'epoca ossessionata dalla reversibilità, il segno inciso - soprattutto quando tracciato sul pane, simbolo di nutrimento e memoria - si fa impronta politica, testimonianza dell'irriducibile. La mostra trasforma materiali tradizionali in dispositivi critici, innescando una riflessione visiva sulla trasmissione simbolica, sull'oralità e sulla permanenza del gesto. Tra sculture in ceramica, stampi lignei, un intervento site-specific, e performance, il linguaggio prende corpo, l'arte diventa archivio vivo, spazio di frattura e di riattivazione del presente.