Girodet Anne Louis Libri
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Girodet. «Imitations d'Anacréon». Ediz. a colori Salé M. (Cur.) - Officina Libraria, 2022 - Carnets Et Albums. Dessins Musée Louvre
L'incantevole pittore del Sonno di Endimione, del Funerale di Atala e del Ritratto di Chateaubriand fu anche poeta. Grazie alla formazione classica della sua giovinezza, Girodet (1767-1824) fu autore di traduzioni libere di poeti antichi greci (Alceo, Saffo) e latini (Catullo, Marziale). Nel 1808 si cimentò nell'imitazione e al contempo illustrazione delle Odi di Anacreonte, la cui edizione uscì postuma. Il musée du Louvre conserva il prezioso manoscritto del primo stadio di questo lavoro, intenso e complesso, nel quale si intrecciano la ricerca poetica e l'invenzione grafica - composizioni o vignette - a fronte del testo. Solo un facsimile poteva restituire questo insieme organico nella sua integrità. Il volume di studio che lo accompagna ricostruisce la storia del manoscritto, le diverse tappe del progetto di edizione e delle versioni postume, e analizza le fonti estetiche dell'artista. La scrittura di Girodet è a volte difficile da decifrare ma la trascrizione completa fornita nello studio permette al lettore di apprezzane tutte le raffinatezze e di ritrovare il fascino della poesia anacreontica.
«Tutto è disperazione in questo dipinto». Interpretazione del Déluge di Anne-Louis Girodet Savettieri Chiara - Edizioni Ets, 2017 - Philosophica
«Tutto è disperazione in questo dipinto»: così un anonimo recensore descrive la "Scène d'un déluge" di Anne-Louis Girodet, esposta al Salon del 1806. L'opera rappresenta, nel mezzo di un diluvio, una famiglia arrampicata su due rocce e spettacolarmente disposta lungo una diagonale: il suo destino dipende da un ramo che sta per spezzarsi. Un soggetto "estremo" che desta scandalo, suscitando la riprovazione di una parte consistente del pubblico che dinanzi alla tela si sente costretto a volgere indietro lo sguardo: dipinto definito inguardabile, terribile, disperato, inverosimile, eccessivo, virtuosistico; accusato di aver distrutto il bello ideale, di aver infranto ciò che è lecito in pittura. Attraverso una capillare lettura di fonti e recensioni all'opera, e alla luce del contesto storico e filosofico tardo-settecentesco, l'autrice propone un'interpretazione globale dell'opera, giungendo a definire da un lato il significato esistenziale della tela, profondamente legato alla visione tragica di una umanità senza Dio in una natura e una storia avverse, e dall'altro lato il suo messaggio estetico: il "Déluge" è infatti un vero e proprio manifesto contro i limiti che Gotthold Ephraim Lessing nel suo celebre "Laocoonte" (1766) imponeva alle arti visive. Un'audace dichiarazione, dunque, della libertà dell'arte di accogliere ed esprimere il male della condizione umana.