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Michel Gondry. L'eterno dodicenne Protano E. (Cur.) - Il Foglio Letterario Edizioni, 2012 - Cinema
Michel Gondry è fra gli autori più interessanti del cinema contemporaneo, regista che è riuscito a far dialogare il mondo dell'industria statunitense con quello dell'autorialità europea. Quel che gli spetta, dunque, è un'analisi articolata e multidisciplinare, che vada a studiare il regista in tematiche particolareggiate volte a restituirne la complessità poetica. Dal tentativo di superamento del postmoderno passando per un'analisi neuroestetica del suo cinema, fermando l'attenzione anche sulla funzione musicale inscritta nel DNA del suo modo di fare e intendere l'arte. Tutte questioni centrali per comprendere al meglio lo sguardo poliedrico del regista francese. Una ricognizione filmografica con saggi dedicati ad ogni suo lungometraggio completa la presente opera, per un tentativo analitico che vuole affermare l'importanza di un autore chiave come Gondry, regista di film come "Se mi lasci ti cancello", "L'arte del sogno", "Be Kind Rewind. Gli acchiappafilm" e "The Green Hornet".
Michel Gondry Dalpozzo Cristiano - Libreriauniversitaria.It, 2011 - Comunicazione, Advertising E Marketing
Gondry è stato l'autore che più di ogni altro ha saputo trasformare quell'oggetto misterioso chiamato videoclip in prodotto artistico. Un "artigiano" dell'audiovisivo capace di fare della metanarratività terreno di sperimentazione tecnico-formale ed espressiva e di riprodurre - qualsiasi sia la forma adottata (videoclip, spot, documentario o lungometraggio) - i meccanismi (il)logici della mente e le fughe alle quali abbandonarsi per affrancarsi da una realtà fagocitante e ingovernabile. Attraverso le armi del gioco e del sogno, l'autore oppone alla contingenza una sorta di "caos organizzato", specchio del cinema stesso, che diviene unica via di fuga possibile in un gioco vorticoso ed autoriflettente di scatole cinesi. Con Gondry la forma è il contenuto, le immagini sono pensieri che creano prodotti resistenti all'usura delle visioni e alla logica del flusso omogeneizzante delle forme audiovisive contemporanee per chiamare in causa lo spettatore in un gioco senza fine.