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Carla Maria Maggi. E il ritratto a Milano negli anni Trenta. Ediz. illustrata Pontiggia E. (Cur.) - Skira, 2010 - Arte Moderna. Cataloghi
Un omaggio a Carla Maria Maggi, artista milanese recentemente riscoperta, rivalutata e apprezzata con riconoscimento internazionale. Carla Maria Maggi (1913-2004), discendente del grande poeta secentesco Carlo Maria Maggi, di cui porta il nome, ha studiato nell'atelier di Giuseppe Palanti. Abbandonata la pittura dopo il matrimonio, come era consuetudine di costume, ha lasciato un nucleo di opere di significativa intensità. Pubblicata in occasione della mostra milanese, la monografia indaga per la prima volta un ambito artistico particolare dell'arte del Novecento, di notevole interesse espressivo: il ritratto e il nudo, soggetto abitualmente non affrontato dalle donne artiste. Vengono presentate 50 opere, comprendenti i dipinti dell'artista e un'antologia di ritratti di importanti esponenti dei principali movimenti artistici presenti a Milano in quegli anni. Si va dal ritratto dagli accenti classici dei maestri del Novecento Italiano (Funi, Ritratto di Marta, 1940) ai ritratti altrettanto classici degli Italiens de Paris attivi nel decennio a Milano (Campigli, Ritratto di Adriano Pallini, 1934), da quelli straniati e onirici dei protagonisti del realismo magico (Usellini, Ritratto dell'architetto Majocchi, 1930) ai ritratti lirici dei chiaristi De Rocchi, Lilloni, Spilimbergo e altri, fino ai ritratti più drammatici degli espressionisti di Corrente (Cassinari, Ritratto di Treccani, 1940).
Carla Maria Maggi. Ediz. italiana e inglese Bartolena S. (Cur.) - Skira, 2007 - Arte Moderna. Cataloghi
È il 1997: Carla Maria, un'anziana signora di bella presenza, si trova improvvisamente proiettata nel proprio passato. Sfugge alle domande, evita l'argomento. Poi comincia a ricordare e a raccontare. Lo fa ripescando nella sua memoria e nel suo cuore, un po' spaventata, un po' orgogliosa. E i riconoscimenti cui aveva dovuto rinunciare in gioventù arrivano, inaspettati, nella vecchiaia. Suo figlio Vittorio - all'inizio quasi per gioco, poi sempre con maggior convinzione - ha deciso di rendere giustizia a una pittrice di talento e a una donna (e madre) meritevole, restituendo a Carla Maria Maggi ciò che il passato le aveva tolto. [...] A stupire è anche la qualità delle opere, sia le tele - che peraltro lasciano intravedere una crescita stilistica che avrebbe certo trovato ulteriori sviluppi nel tempo - sia i disegni. Sorprende anche la disinvoltura con cui la giovane pittrice si è mossa nel più ampio spettro di soggetti: dalle composizioni floreali ai nudi fino ai ritratti. Con poche opere Carla Maria ha tracciato un percorso di notevole spessore, dimostrando talento e un'innegabile fiducia nelle proprie possibilità.