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Harlem, Italia. Covello e Marcantonio, due visionari nel ghetto dei migranti Cantore Renato - Rubbettino, 2022 - Storie
Accolti con sospetto, sfruttati e sottopagati, stipati in case malsane e fatiscenti, cacciati finanche dalla loro chiesa, gli italiani arrivati a fine Ottocento a East Harlem, in gran parte dalle regioni povere del sud, diventarono in pochi decenni la più grande comunità straniera di New York. Una comunità forte, dignitosa, gelosa della propria identità ma aperta al confronto con altri popoli e altre culture, guidata da leader illuminati e visionari. Contrariamente a tanti italiani di successo, Leonard Covello, educatore e sociologo, e Vito Marcantonio, avvocato e uomo politico, pur avendone la possibilità, decisero di non lasciare mai il ghetto dei migranti, di condividerne la vita e le speranze. Il loro "sogno americano" non era quello di salvarsi da soli, ma di crescere insieme alla comunità, guidandola verso importanti conquiste: il riconoscimento della lingua italiana, la scuola di comunità, alloggi dignitosi, i diritti di cittadinanza, una rete di protezione sociale, condizioni migliori di vita e di lavoro. Un'amicizia per tutta la vita, due destini indissolubilmente legati a quello del popolo di Harlem, dove i "lazzaroni indesiderabili" provarono, e riuscirono, a diventare buoni cittadini americani senza rinnegare la propria identità.
Vito Marcantonio. Il deputato di East Harlem difensore dei diritti umani Curcio Carmine - Villani Libri, 2019 - Saggistica
Vito Marcantonio, deputato di East Harlem, figlio di emigranti lucani, fu leader del Partito Laburista Americano e membro del Congresso degli Stati Uniti dalla metà degli anni Trenta del secolo scorso fino al 1950. Per il suo radicalismo fu sospettato di adesione al Partito Comunista e combattuto dalla stampa con spietatezza ingiustificata e ingiustificabile. Ciononostante, difese quel partito e i suoi membri con tenacia e grande coraggio, fino alla fine dei suoi giorni. Lo fece per fedeltà ai principi democratici e con la ferma convinzione che la difesa dei diritti costituzionali dei comunisti (come di ogni altra minoranza), fosse la prima linea di difesa della democrazia americana. Morì improvvisamente all'età di 52 anni, il 9 Agosto 1954, all'uscita di una stazione della metropolitana. Per ragioni oscure a quanti lo conobbero, lo amarono e lo stimarono, la Chiesa di New York gli negò i funerali religiosi. Prefazione di Giovanni Caserta.