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Loreto Mattei. Devoto in lingua trasgressivo in dialetto (1622-1705). I Sonetti e gli Enigmi Formichetti Gianfranco - Il Formichiere, 2021 - Biblioteca Umbro-Sabina
La poetica ufficiale di Loreto Mattei (Rieti, 1622-1705) si inserisce nella cultura letteraria della riforma cattolica ed è ben rappresentata dal "Salmista toscano" (1671), prima traduzione in italiano dei Salmi davidici, dalla "Metamorfosi lirica d'Horatio parafrasato, e moralizzato" (Rieti, 1679), e ancora dall'"Hinnodia sacra", gli inni del Breviario Romano messi in versi. Come grammatico ebbe un ruolo importante con la "Teorica del verso volgare, e prattica di retta pronuntia, con un problema della lingua latina, e toscana in bilancia", nella quale teorizza la superiorità del toscano sul latino. Nel 1692 fu accolto in Arcadia con il nome di Laurindo Acidonio. Lasciò incompiuto l'"Erario reatino, historia dell'antichità, stato presente, e cose notabili della città di Rieti". Una parte della sua produzione (inedita fino al XIX secolo) presenta un poeta stravagante e trasgressivo, nelle forme come nei contenuti. I suoi "Sonetti" in dialetto reatino sono un unicum pubblicati oltre un secolo dopo la sua morte. Probabilmente ebbero una circolazione non ufficiale, anche orale, come accadrà più tardi per il Belli, che lesse e tenne ben presenti i sonetti dialettali del reatino.
Ragioni metriche del Seicento. Teoria e poetica del verso da Gabriello Chiabrera a Loreto Mattei Valese Francesco - Bites, 2026 - Bites
Lo studio ricostruisce l'itinerario critico e metodologico della trattatistica metrica del Seicento, tra il 1599, anno delle rivoluzionarie Maniere de' versi toscani di Gabriello Chiabrera, e il 1695, quando la Teorica del verso volgare di Loreto Mattei chiude idealmente il secolo in prossimità della fondazione dell'Accademia dell'Arcadia. Attraverso l'analisi di un corpus variegato che affianca ai trattati maggiori - come l'Arte del verso italiano di Tommaso Stigliani (1658) e la Rhythmica di Juan Caramuel (1665) - una fitta rete di prefazioni, lezioni, dialoghi e dissertazioni più mirate, il volume mette a fuoco la trasformazione dei modelli teorici rinascimentali e fa emergere un quadro dinamico che tiene conto delle novità e dei mutamenti negli istituti della versificazione italiana, anche alla luce dell'aggiornato rapporto tra poesia e musica. La metricologia secentesca si rivela così non più come un'appendice della critica barocca, ma come un laboratorio decisivo per comprendere l'evoluzione della nostra tradizione lirica e la nascita della moderna teoria del verso.