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Una famiglia di patrioti. I Poerio Croce Benedetto Galasso G. (Cur.) - Adelphi, 2010 - Piccola Biblioteca Adelphi
"La scrissi nell'occasione che ebbi a studiare le carte dei Poerio-Imbriani: uno dei non so quanti archivi privati di uomini del Risorgimento e di letterati, che io ho preso cura di ricercare, ordinare ed esaminare" annota Croce a proposito di questa monografia dedicata ai Poerio. Ma la pacata semplicità di uno studioso della grandezza di Croce rischia oggi di risultare fuorviante: perché questo scritto, frutto di un accurato scavo d'archivio non meno che di una vastissima documentazione, è in realtà il racconto - limpido e trascinante nel suo intreccio di filosofia, politica e letteratura - di settant'anni fra i più tumultuosi e risolutivi della storia d'Italia, dall'ultimo scorcio del Settecento al 1866. Rivivremo così la giovinezza wertheriana di Giuseppe Poerio che, giunto a Napoli nel 1795 dopo studi impregnati della più moderna cultura europea, contribuisce in maniera decisiva al trionfo francese e repubblicano, si batte valorosamente contro i sanfedisti e viene condannato al carcere a vita nella fossa della Favignana (lo salva l'indulto, nel 1801); poi la sua evoluzione politica, tipica di un'intera generazione, giacché nel prendere via via le distanze dalle astrattezze giacobine Poerio rivaluta la reazione popolare antifrancese e abdica all'odio antimonarchico, alimentando il partito liberale moderato; infine il suo esilio con i sodali in Toscana e in altri Paesi europei.
I fratelli Alessandro e Carlo Poerio. Libertà, patria e poesia Poerio Riverso Anna - De Nigris, 2024 - Palepolis
In queste pagine, Anna Poerio intreccia memoria e racconto, fondendo lo stile aneddotico-biografico caro alla tradizione ottocentesca con l'antica forma del commentario e delle razos trobadoriche. Ne nasce una narrazione intima e partecipe delle vite di due fratelli patrioti, uniti dal sangue e da un'eredità ideale profonda. Le loro esistenze sembrano muoversi sotto il segno di un destino comune, eppure scorrono su binari paralleli. Alessandro, poeta e combattente, è votato alla fine eroica sul campo di battaglia. Carlo, invece, è destinato a sopravvivere: a diventare testimone, deputato - e in qualche modo condannato - alla memoria, custode di un passato che continua a interrogare il presente. Nel suo sguardo si riflette il sogno di un mondo diverso, più giusto, più degno di essere abitato da chiunque abbia cuore e respiro.