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Jia Ruskaja. La dea danzante Bocchino Gianluca - Neoclassica, 2023
Jia Ruskaja (1902-1970) è stata una danzatrice, coreografa, teorica della danza; ha fondato l'Accademia Nazionale di Danza e la Fondazione dell'Accademia Nazionale di Danza. Diva e icona glamour della danza libera italiana, ha intessuto rapporti pubblici e privati con le maggiori personalità della cultura coreutica, artistica e politica nazionale e internazionale. L'intelligenza e la sagacia le hanno concesso di entrare nel mondo coreutico pur non essendo una danzatrice di formazione, percorrendo con disinvoltura gran parte del Novecento italiano, a partire dagli anni del Futurismo, per ritrovarsi regina della danza nel ventennio fascista. Con il ritrovamento di nuovi documenti storici da poco analizzati è stato possibile ricostruire in maniera scientifica la vita di Ruskaja. Oltre alle informazioni inedite, il volume è corredato da fotografie mai pubblicate. Poetessa della danza è stata una creatura dalla personalità volitiva e attraente, sintesi di varie epoche, etnie e temperamenti in un contrasto di accordi. Tutto questo è Jia Ruskaja: la dea danzante.
Jia Ruskaja. Dalla danza libera espressiva alla creazione dell?Accademia Nazionale di Danza Pappacena Flavia - Gremese Editore, 2024 - Biblioteca Delle Arti
Questo volume, realizzato in sinergia con docenti dell'Accademia e dell'Università, è stato ideato dall'Autrice come un laboratorio di documentazione e approfondimento attraverso cui ricostruire il percorso artistico, creativo, didattico e imprenditoriale di Jia Ruskaja, la celebre danzatrice russa che fondò l'Accademia Nazionale di Danza. Sono infatti toccate tutte le linee su cui quel percorso si dipanò, dalle esperienze interpretative e coreografiche presso il Teatro degli Indipendenti nella Roma dei primi anni Venti, ai progetti didattici che via via approdarono alla Regia Scuola di Danza (1940), all'Accademia Nazionale di Danza (1948), quindi alle strategie per l'affermazione di quest'ultima sul piano nazionale e internazionale, fino alla creazione di un originale sistema di notazione del movimento (Orchesticografia-Scrittura della danza). Un ampio e innovativo spazio è dato alla parte artistica, ossia alle composizioni coreografiche e all'Orchestica, cosicché il lettore possa addentrarsi nella dimensione poetica ruskajana. A questo scopo, il volume fa luce - attraverso una documentazione iconografica e filmica messa a confronto con le descrizioni delle danze pubblicate nei programmi di sala - sugli aspetti fondanti dell'estetica ruskajana, quali la visione complessiva di stampo registico, la sensibilità per il colore e la luce, la percezione profonda del suono, l'"espressione che viene dal di dentro", senza dimenticare lo sguardo rivolto al rapporto tra la danza e le altre arti. Lungimirante per l'Italia fu la concezione della sua Scuola come "scuola aperta" dal forte stampo educativo e dalla composita struttura culturale, che ha consentito all'Accademia di mantenersi vitale e di svilupparsi, sino ad approdare nel 1999 all'AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e coreutica).
La danza del silenzio. Corpo, gesto e visioni improvvisative nel cinema muto di Jia Ruskaja Bocchino Gianluca - Neoclassica, 2025 - Echo
La figura di Jia Ruskaja si colloca in una posizione liminale e innovativa nella storia della danza italiana del primo Novecento, incarnando un incontro raro ma cruciale tra corpo danzante e superficie muta del cinema. Questo volume indaga quella intersezione tra gesto e immagine, tra mito e macchina da presa, tra improvvisazione coreutica e scrittura visiva. L'analisi delle due apparizioni cinematografiche dell'artista - Gli ultimi giorni di Pompei (1926) e Giuditta e Oloferne (1928) - consente al volume di ricostruire un capitolo trascurato della storia culturale italiana, riportando alla luce una figura artistica marginalizzata e una pratica coreografica colta nel suo momento più fertile: l'alleanza con il cinema muto.