Sabattini Claudio Libri
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Il sindacalista. Claudio Sabattini, una vita in movimento Polo Gabriele - Castelvecchi, 2022 - Storie
Claudio Sabattini (1938-2003) ha vissuto da protagonista le principali vicende politiche e sociali della seconda parte del Novecento italiano. Leader del Sessantotto, dirigente del PCI bolognese e segretario nazionale della Federazione Lavoratori Metalmeccanici, è stato a capo dello scontro con la Fiat nell'autunno 1980, conclusosi con la "marcia dei 40.000" e la sconfitta sindacale di cui è stato il capro espiatorio. Dopo alcuni anni di "esilio", è diventato responsabile internazionale della CGIL e poi segretario generale della FIOM negli anni dei movimenti, dal 1994 al 2002. Il racconto della sua vita incrocia qui quello della Sinistra e del sindacato, di cui si ripercorrono l'ascesa, le sconfitte e le trasformazioni. Presentazione di Francesca Re David e Gianni Rinaldini.
Operai e sindacato a Bologna. L'esperienza di Claudio Sabattini (1968-1974) Baldissara L. (Cur.) Pepe A. (Cur.) - Futura Editrice, 2011 - Storia E Memoria
La Fondazione Claudio Sabattini, sorta per iniziativa della FIOM nazionale e della Camera del lavoro di Bologna, intende valorizzare la figura del sindacalista bolognese, scomparso il 3 settembre 2003. A tal fine ha avviato il censimento e la raccolta in un archivio dei materiali che ne documentano l'intensa attività. La Fondazione promuove anche seminari e dibattiti, indagini e ricerche per portare un contributo di conoscenza e consapevolezza critica nello spirito che fu di Sabattini, per il quale lo sforzo di comprensione della realtà e l'azione per mutarla non andavano mai disgiunti. Questo volume è un esempio di tale modo di intendere la ricerca. Ricostruisce un periodo importante nella storia della città e del lavoro, restituisce a Bologna la rilevanza di un'esperienza sinora oscurata dalla prevalente attenzione per il conflitto di fabbrica nel triangolo industriale. Si rivela un quadro in cui la saldatura delle lotte in fabbrica e nel territorio diviene un modo di elevare la condizione operaia e salariata a metro di misura dei rapporti sociali e politici. Come mai prima di allora e come mai più dopo, in quella fase si pone la questione del nesso lavoro/democrazia non in termini formali, ma entro un dinamico processo di democratizzazione permanente. Ciò che può rappresentare un utile e importante elemento di riflessione per i giorni nostri.