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La libertà mi sorrida. La vicenda umana e artistica di Gino Sandri Conti P. (Cur.) - Erickson, 2019 - Finanziato
Disegnatore di grande talento, formatosi all'Accademia di Belle Arti di Brera alla scuola di maestri del primo Novecento e già a vent'anni apprezzato illustratore per Hoepli e Barzini, Gino Sandri (1892-1959) scompare precocemente dall'attenzione di critica e pubblico a causa della dolorosa vicenda che lo colpisce e lo relega in un istituto psichiatrico. Durante l'esperienza manicomiale, Sandri continua a disegnare e a scrivere, un po' per esorcizzare la sua infermità, un po' per consolare tanti compagni di sventura, riuscendo a mantenere, come osserva lo storico dell'arte Gian Alberto Dell'Acqua, «una lucidità impressionante negli scritti e nei disegni, che nell'insieme costituiscono un'eccezionale testimonianza storica, forse unica nel suo specifico genere». Il libro presenta un'ampia e in larga parte inedita scelta dei disegni e degli scritti di Sandri, offrendo uno spaccato fedele di un'esperienza umana e artistica straordinaria, che merita di essere riscoperta e di ricevere, secondo le parole del curatore, il «riconoscimento dovuto». Introduzioni di Gianfranco Ravasi e Giorgio Bedoni.
Gino Sandri 1892-1959. Luci dell'arte, ombre della follia. Catalogo della mostra (Monza, 31 maggio-19 luglio 2009). Ediz. illustrata Conti P. (Cur.) - Silvana, 2009 -
Gino Sandri (1892-1959), formatosi alla scuola di grandi maestri del Novecento - Tallone, Mentessi, Gonfalonieri, Belloni, Wildt, Longoni -, illustratore per Hoepli, Scheiwiller e Barzini, era scomparso dall'attenzione di critica e pubblico a causa della sua dolorosa vicenda umana. La sua recente riscoperta ha sottratto da un immeritato oblio bellissimi disegni e scritti di una lucidità impressionante, che costituiscono un'eccezionale testimonianza storica, forse unica nello specifico genere. Nel catalogo viene pubblicato il manoscritto inedito Cosa è la follia, accompagnato da 70 straordinari disegni eseguiti dall'artista durante i periodi di internamento in istituto psichiatrico, ove fu relegato dal 1924 in poi, forse anche per motivi di carattere politico. I disegni costituiscono nel loro complesso un documento senza precedenti, sia per la straordinaria galleria di personaggi rappresentati, sia per lo spirito di umana compassione con cui gli stessi sono ritratti; realizzati attraverso un coinvolgimento diretto e sofferto, in una particolarissima condizione e somma di tristezze, hanno consentito all'artista di offrire la misura più alta di sé.