Libri di Stefano Fenoaltea
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Reconstructing the past. Revised estimates of Italy's product, 1861-1913 Fenoaltea Stefano - Edizione Nazionale Degli Scritti Di Luigi Einaudi, 2020
Il libro ricostruisce, attraverso innovazioni metodologiche, nuove stime e nuove serie sull'evoluzione dell'economia italiana dall'unifiacazione alla Grande Guerra.
L'economia italiana dall'unità alla grande guerra Fenoaltea Stefano - Laterza, 2006 - Collezione Storica
Non si può capire lo sviluppo economico dell'Italia post-unitaria guardando solo all'Italia stessa. L'Italia è già allora parte di un mondo più vasto, all'interno del quale circolano, oltre ai beni, gli uomini, le idee, il denaro. Dal 1861 al 1913 l'Italia si dota di infrastrutture moderne, sviluppa l'industria, il tenore di vita si innalza. La produzione complessiva cresce senza particolari discontinuità, ma con ampi movimenti ciclici le cui alterne fasi dipendono dai mercati finanziari internazionali. L'economia italiana prospera quando i capitali del centro nordeuropeo si riversano nei paesi periferici, ristagna o retrocede quando questi se ne ritirano; la stessa ascesa giolittiana è parte di una ripresa mondiale.
L'economia italiana dall'unità alla grande guerra Fenoaltea Stefano - Universitalia, 2012
L'Italia è ridiventata ricca. Era stata ricca nel mondo antico, nei secoli dell'egemonia (e della pax) romana. Dal crollo di quel mondo si era risollevata prima e meglio di altri: nell'Europa medievale, rifiorita con il nuovo millennio, erano italiane le grandi potenze marittime, commerciali, finanziarie, infine anche manifatturiere. Per altri secoli ancora, dunque, l'Italia è stata ricca. Non è riuscita a mantenersi tale. L'Italia è ancora prospera alla fine del Cinquecento, il siglo de oro degli iberici pionieri della navigazione oceanica; ma nel Seicento passano all'Olanda l'egemonia navale e commerciale, e, con questa, la ricchezza finanziaria. Dal Settecento, debellata l'Olanda, domina i mari l'Inghilterra, contrastata solo dalla Francia, diventata nel frattempo la massima potenza industriale. Le marine e le industrie nordeuropee invadono lo stesso Mediterraneo; l'Italia si riduce a paese periferico, sottosviluppato, importatore dei manufatti e dei servizi commerciali che una volta esportava.