Libri di James Joyce
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- 9791257230326 Ritratto dell'artista da giovane
Lettere e saggi Joyce James Terrinoni E. (Cur.) Sullam S. (Cur.) - Il Saggiatore, 2016 - La Cultura
James Joyce è considerato uno dei giganti della letteratura di ogni tempo. E l'"Ulisse" è ritenuto un'opera-mondo, uno di quei capolavori che nessuno può ignorare. Ma quanto vale per "Ulisse" e per "Finnegans Wake" - testi che trasformano gli elementi caotici dell'esistenza in arte - si scopre essere vero anche quando si avvicinano quegli scritti di Joyce, come le lettere, apparentemente non destinati a esser ricevuti da altri che dai loro diretti destinatari: quasi per una mistica alchemica, la vita si trasmuta in arte, e l'arte di Joyce fuoriesce dalla letteratura. Le Lettere, che compongono la prima parte di questo volume, coprono l'intero arco della vita di Joyce - dalla paralisi di Dublino alla fuga in Italia con Nora, dall'esilio volontario a Trieste e Roma alla maturità trascorsa tra Parigi e Zurigo, dalla lotta intransigente con l'editore Grant Richards per la soffertissima pubblicazione di "Gente di Dublino" al riconoscimento internazionale grazie all'impegno di Ezra Pound - e si presentano come sua ideale autobiografia; al contrario, i "Saggi" - che si tratti di un vibrante pezzo sul provincialismo nazionalista irlandese, di una stroncatura degli ultimi romanzi pubblicati al di là o al di qua della Manica, del testo di una conferenza su William Blake o di un frammento sulla "Poetica" di Aristotele - ci consentono di incontrare il Joyce giornalista, il Joyce politico, il Joyce critico letterario: in una parola, il Joyce pubblico. Curata da Enrico Terrinoni, "Lettere e saggi" è un'opera monumentale, che consente una prospettiva assolutamente inedita sulla vicenda umana e intellettuale di James Joyce: non solo, infatti, queste scritture custodiscono al proprio interno i semi da cui scaturiranno i grandi capolavori in prosa - autentico spartiacque nella storia della letteratura -, ma al tempo stesso introducono il lettore al laboratorio in cui Joyce, da vero artigiano della parola, non smise mai di dare forma alla materia prima della sua arte: la sua vita intima di uomo; la vita dell'Omero del Novecento, un autore la cui grandezza né la moda né il logorio del tempo potranno mai scalfire.
Anna Livia Plurabelle. Nella traduzione di Samuel Beckett e altri. Ediz. multilingue Joyce James Bollettieri Bosinelli R. M. (Cur.) - Ledizioni, 2009
Anna Livia Plurabelle è il capitolo ottavo di Finnegan's Wake. Questo volume raccoglie la redazione inglese di "Anna Livia Plurabelle" pubblicata nel 1928, la versione francese di Beckett e altri (con la collaborazione dell'autore) del 1931, e quella italiana dello stesso Joyce (insieme a Nino Frank) del 1940. La triangolazione dei testi mette in pieno risalto l'idea joyciana secondo cui la traduzione in altre lingue, integrando lo stesso processo di composizione dell'opera, partecipa allo straordinario 'work in progress' avviato dall'autore. Il volume, a cura e con un saggio di Rosa Maria Bollettieri Bosinelli, è arricchito da tre appendici che presentano la nuova traduzione italiana di Luigi Schenoni dal testo inglese integrale del 1939, la traduzione in "Basic English" di Charles Ogden (1932), e la prima versione francese di Beckett e Péron (1930), rifiutata da Joyce.