Libri di Carmelo Meazza
Bibliografia di Carmelo Meazza: tutti i libri in vendita online con argomento Derrida Jacques Storia della filosofia occidentale
L'éclair di una Rivelazione. In una certa mediana tra J.-L. Marion e J. Derrida Meazza Carmelo - Inschibboleth, 2024 - Point D'orgue
Dobbiamo a J.-L. Marion una riflessione importante sul tema della Rivelazione. Questo saggio si confronta con la sua proposta e ne ripercorre alcuni momenti cruciali. Il punto di vista però è differente e si potrebbe riassumere in questo modo: una Rivelazione non è tale se non assume il carattere di una ripetizione intensiva. La ripetizione intensiva dispiega lo statuto formale di ciò che dovremmo intendere per Rivelazione. Uno statuto formale che rende questa ripetizione sempre una modalità intensiva, nella modalità di una re/istituzione. Se esprimessimo questo con il linguaggio dell'intelligenza teologica diremmo che una teologia della Rivelazione non è ben compresa se non a partire da una teologia della creazione. Una ripetizione intensiva non è che il corrispondersi, in una reciproca conferma, di una teologia della creazione e di una teologia della Rivelazione. Questo saggio esce in contemporanea con uno studio di Massimo Donà, pubblicato sulla stessa collana e dedicato anch'esso a Jean-Luc Marion, in vista di una discussione possibile con il filosofo francese.
Di traverso in Jacques Derrida. In un certo attualismo nel dramma di differenza e différance Meazza Carmelo - Guida, 2008 - Strumenti E Ricerche
La decostruzione di Jacques Derrida può forse trovare un suo esemplare nella tecnica dello struzzo per mettersi al riparo dai pericoli narrata da Jacques Lacan, in un commento a una celebre novella di Edgard Allan Poe. "[...] esso scrive Lacan - meriterebbe di essere qualificato come animale politico, per il fatto di ripartirsi in tre partners, il secondo dei quali si crede rivestito di invisibilità per il fatto che il primo ha la testa affondata nella sabbia, mentre lui lascia che un terzo gli spenni tranquillamente il didietro". In qualche modo la decostruzione e il suo gesto attraversano il lavoro del terzo di questi partners. Nel senso almeno che essa interviene laddove ogni copertura lascia qualcosa di scoperto. Il filosofo è tuttavia assai più scaltro dello struzzo. Quando va a fondo, quando sprofonda nell'intensità concettuale, in qualche modo, copre, ricopre sempre, con un certo velo ciò che resta fuori copertura. I due movimenti non si dispongono in successione ma appartengono al medesimo atto della stessa scena. La direttrice principale del volume indaga la messa in opera di quest'arte della velatura, introduce la metonimia di una mano e chiede conto alla filosofia della "différance" se opera della filosofia e opera dell'arte abbiano a che fare con la medesima arte della velatura, con la medesima manualità, o in altre parole se la metafora della filosofia sia convertibile con la metafora dell'opera dell'arte.
Sovrascrivere Derrida. Nel doppio passo incrociato della decostruzione Chôra come Héteron Meazza Carmelo - Inschibboleth, 2025 - Nuova Teoretica
Derrida, sollecitando il Timeo platonico, parla di chôra come di un terzo genere tra il sensibile e l'intelligibile, un'altra logica rispetto alla logica del logos. La presente ricerca interroga questo terzo genere e si chiede come esso rinomini la nozione di différance. Cosa accade alla différance se essa ricopre interamente e senza resto la figura di questo terzo genere? Cosa comporta, soprattutto per ciò che sembra ogni volta trattenere la différance nella logica di un differenziale? Cosa accade alla stessa pratica della decostruzione, al suo evento? Sottrarre la différance alla differenza sembra essere l'avventura di questo terzo genere. Se non accadesse, la stessa différance non potrebbe assediare la logica metafisica della presenza. Il saggio, dunque, segue tenacemente quest'altra logica, cercando di portarla all'estremo, e si chiede come essa permetta una sovrascrittura di alcuni luoghi decisivi della grande eredità di Derrida.