Libri di Marco Patricelli
Bibliografia di Marco Patricelli: tutti i libri in vendita online con argomento Guerra Storia d'Europa
Il nemico in casa. Storia dell'Italia occupata (1943-1945) Patricelli Marco - Laterza, 2014 - I Robinson. Letture
La guerra era piombata in casa all'improvviso nell'estate del 1943. Da sud risalgono gli angloamericani, da nord scendono le truppe tedesche: chi risaliva la Penisola portava la fine della guerra, chi calava da nord ne voleva la prosecuzione. Due macchine belliche spietate. I primi crimini di guerra sul territorio italiano li commettono gli americani, che si propongono come amici e liberatori, ma non si fanno scrupolo di passare per le armi i soldati italiani che si sono arresi. Poi toccherà ai tedeschi, e saranno all'altezza della fama di crudeltà conquistata in Polonia e in Unione Sovietica. L'Italia è preda, gli italiani sono predati, in balia degli eserciti stranieri, che siano occupanti o alleati. La morte e risurrezione del fascismo sotto tutela delle baionette di Hitler aggiungono un elemento di incrudelimento alla contrapposizione militare, perché impongono di scegliere, e non sempre si può scegliere. C'è poi un'altra guerra, la vita di tutti i giorni: fame, paura, illusioni, sofferenze e speranze. Nella lotta per la sopravvivenza, la popolazione travolta dagli eventi diventa vittima e carnefice della guerra civile. Venti mesi durissimi: mancava tutto, non solo la libertà che qualcuno negava, qualcun altro sognava, qualcuno cercava di conquistare e qualcun altro ancora intendeva regalare con l'arroganza del vincitore. La libertà sarebbe arrivata col pane e con la pace. E non necessariamente nello stesso ordine.
Il nemico in casa. Storia dell'Italia occupata (1943-1945) Patricelli Marco - Laterza, 2016 - Economica Laterza
La guerra era piombata in casa all'improvviso nell'estate del 1943. Da sud risalgono gli angloamericani, da nord scendono le truppe tedesche: chi risaliva la Penisola portava la fine della guerra, chi calava da nord ne voleva la prosecuzione. Due macchine belliche spietate. I primi crimini di guerra sul territorio italiano li commettono gli americani, che si propongono come amici e liberatori, ma non si fanno scrupolo di passare per le armi i soldati italiani che si sono arresi. Poi toccherà ai tedeschi, e saranno all'altezza della fama di crudeltà conquistata in Polonia e in Unione Sovietica. L'Italia è preda, gli italiani sono predati, in balia degli eserciti stranieri, che siano occupanti o alleati. La morte e risurrezione del fascismo sotto tutela delle baionette di Hitler aggiungono un elemento di incrudelimento alla contrapposizione militare, perché impongono di scegliere, e non sempre si può scegliere. C'è poi un'altra guerra, la vita di tutti i giorni: fame, paura, illusioni, sofferenze e speranze. Nella lotta per la sopravvivenza, la popolazione travolta dagli eventi diventa vittima e carnefice della guerra civile. Venti mesi durissimi: mancava tutto, non solo la libertà che qualcuno negava, qualcun altro sognava, qualcuno cercava di conquistare e qualcun altro ancora intendeva regalare con l'arroganza del vincitore. La libertà sarebbe arrivata col pane e con la pace. E non necessariamente nello stesso ordine.
Morire per Danzica. La Polonia tra Hitler e Stalin Patricelli Marco - Hobby & Work Publishing, 2011 - Saggi Storici
1°settembre 1939: i tedeschi invadono la Polonia; pochi giorni dopo è la volta dei sovietici. Sono le fasi d'esordio del Secondo conflitto mondiale, ma per la Polonia, in realtà, è l'ennesima tragedia di una storia patria segnata dalla vicinanza di due giganti: la Russia e la Germania. Quella polacca del 1939 è una storia emblematica, intessuta di molteplici fili, dalle contese diplomatiche alle campagne belliche, fino all'orrore indicibile delle fosse di Katyn, arrivato ai giorni nostri con il film di Wajda e la tragedia di Smolensk del 10 aprile 2010 che ha decapitato il Paese dei suoi vertici istituzionali; un'epopea con innumerevoli protagonisti e un unico convitato di pietra: il tradimento. Dalla riconquista dell'indipendenza nel 1918 alla guerra contro i bolscevichi negli anni Venti, dalle clausole segrete del Patto Molotov-Ribbentrop alla genialità di alcuni matematici che riuscirono a decrittare il "codice Enigma", Morire per Danzica rievoca quegli anni cruciali con una minuziosità storiografica pari soltanto all'indignazione morale. Reportage di guerra, cronache politiche e di-plomatiche, ritratti umani a tutto tondo, ricostruzioni di episodi degni di una spy story; una vicenda collettiva al calor bianco che Patricelli racconta con stile fluido e serrato, nel tentativo, riuscito, di spiegare perché la Polonia divenne il laboratorio di tutte le grandi tragedie del Novecento, e perché, a dispetto di patti e trattati, milioni di esseri umani furono costretti a "morire per Danzica".