Libri di Nicola Perullo
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- 9788897981107 Il cibo: salute, cultura, piacere e tormento
La cucina è arte? Filosofia della passione culinaria Perullo Nicola - Carocci, 2014 - Biblioteca Di Testi E Studi
La cucina è arte? Questo saggio propone una risposta non convenzionale alla domanda attraverso un articolato percorso tra estetica, storia, antropologia e gastronomia. Ne risulta una sintesi concettuale che intende suscitare un dibattito su un problema al tempo stesso molto antico e attuale, ma che tocca anche la questione dell'arte nel suo complesso. Il volume si struttura in nove tesi, tra teoria ed esempi. Sintetizzandone il contenuto: la cucina è un'arte storicamente determinata, che si produce grazie a tecniche, saperi del corpo e capacità immaginative. Tuttavia, quest'arte non deve intendersi in base al modello formale della rappresentazione visiva, né come produzione eccezionale in antitesi alla dimensione del quotidiano. L'arte culinaria si misura piuttosto con la riuscita gustativa, irriducibile alla dimensione concettuale ed emotiva, e si gioca tra il richiamo del noto e la fascinazione del nuovo. Inoltre, essa attraversa la differenza dei generi, ha a che fare con l'interesse maternale, non si identifica nella nozione di autore per realizzarsi infine pienamente nel contesto ambientale del convivio.
Filosofia della gastronomia laica. Il gusto come esperienza Perullo Nicola - Meltemi, 2010 - Le Melusine
È possibile una riflessione filosofica sul gusto e sulla gastronomia? Non è una domanda retorica, ci avvisa l'autore: noi siamo infatti ancora prigionieri della metafora platonica che condanna la gola e la culinaria in quanto "meramente" empiriche, tese a un piacere labile e poco degno dell'uomo. Ma "prendere sul serio" il gusto non significa elevarlo nell'empireo dei sensi intellettuali, sottraendolo alla sua materialità, bensì rivalutare il quotidiano, proponendo uno sguardo "dal basso", a partire dalle esperienze più ordinarie: mangiare una brioche al bar, bere un bicchiere di vino, degustare una specialità al ristorante. Solo così potremo mettere a nudo le rigidità di molti discorsi sul cibo e proporre una filosofia della gastronomia saggia e laica. Nell'originale percorso seguito dall'autore, l'argomentazione filosofica si intreccia con la dimensione narrativa e biografica propria delle esperienze gustative. Attraverso le suggestioni letterarie di Nothomb, Calvino, Epicuro e Proust, Perullo rivendica le esigenze di certa ingenuità volgare del piacere, senza trascurare la dimensione "ecologica" del sapere, e rimettendo il tutto all'interno delle scene di senso della nostra vita, dove emergono tanto la forza della singolarità individuale quanto i codici culturali e sociali delle pratiche di degustazione. Riferimento privilegiato di queste pagine è il vino: in appendice, "Una critica estetica della degustazione".
Filosofia della gastronomia laica. Il gusto come esperienza Perullo Nicola - Booklet Milano, 2010 - Le Melusine
È possibile una riflessione filosofica sul gusto e sulla gastronomia? Non è una domanda retorica, ci avvisa l'autore: noi siamo infatti ancora prigionieri della metafora platonica che condanna la gola e la culinaria in quanto "meramente" empiriche, tese a un piacere labile e poco degno dell'uomo. Ma "prendere sul serio" il gusto non significa elevarlo nell'empireo dei sensi intellettuali, sottraendolo alla sua materialità, bensì rivalutare il quotidiano, proponendo uno sguardo "dal basso", a partire dalle esperienze più ordinarie: mangiare una brioche al bar, bere un bicchiere di vino, degustare una specialità al ristorante. Solo così potremo mettere a nudo le rigidità di molti discorsi sul cibo e proporre una filosofia della gastronomia saggia e laica. Nell'originale percorso seguito dall'autore, l'argomentazione filosofica si intreccia con la dimensione narrativa e biografica propria delle esperienze gustative. Attraverso le suggestioni letterarie di Nothomb, Calvino, Epicuro e Proust, Perullo rivendica le esigenze di certa ingenuità volgare del piacere, senza trascurare la dimensione "ecologica" del sapere, e rimettendo il tutto all'interno delle scene di senso della nostra vita, dove emergono tanto la forza della singolarità individuale quanto i codici culturali e sociali delle pratiche di degustazione. Riferimento privilegiato di queste pagine è il vino: in appendice, "Una critica estetica della degustazione".