Libri di Domenico Sellitti
Bibliografia di Domenico Sellitti: tutti i libri in vendita online con argomento Taranto SCIENZE UMANE
Il libro dei vecchi mestieri tarantini. Ambulanti strilloni e saltimbanchi, cantastorie sensali e vastasi, uomini donne e bambini al lavoro, usi costumi e tradizioni. Breve contributo alla memoria storica di una città millenaria Sellitti Domenico - Edita Casa Editrice & Libraria, 2020 - Le Centurie
La tecnologia ha modificato gli stili di vita e le abitudini di ogni persona, entrando a far parte della nostra vita e, conseguentemente, mutandone tutti gli aspetti. A questo mutamento radicale della società corrisponde un mutamento del modo di lavorare ma anche del lavoro stesso. In questo libro si parla dei vecchi mestieri, ovvero della tradizione dei vecchi lavori. Quei lavori che non esistono più o che si sono evoluti in maniera tale da essere diventati altra cosa, giacché sono cambiate le tecnologie o i modi di interpretare il lavoro stesso. Molti di questi mestieri nascono in un tessuto sociale fatto di povertà e nascono con esigenze e per esigenze differenti da quelle attuali. Ed è anche per questo che è risultato interessante osservare e dettagliare le ragioni inerenti il perché non esistano più o perché si stiano inesorabilmente estinguendo. A differenza di quanto avvenuto in passato, queste vecchie professioni non sono più tramandate di generazione in generazione, di padre in figlio, come quando si attribuiva importanza al lavoro artigianale (i Maestri). Notevole e suggestivo lo spazio dedicato alla documentazione fotografica.
I tarantini scrivevano a Mussolini. Il fascismo a Taranto nelle lettere inviate al duce Sellitti Domenico - Edita Casa Editrice & Libraria, 2004 - Storia Locale
I tarantini scrivevano a Mussolini. Il fascismo a Taranto nelle lettere inviate al duce - Edita Casa Editrice & Libraria
I tarantini scrivevano a Mussolini. Il fascismo a Taranto nelle lettere inviate al Duce Sellitti Domenico - Edita Casa Editrice & Libraria, 2015 - Storia Locale
La storiografia locale non aveva offerto, se non in rare eccezioni, uno studio in cui l'autore si attenesse alla pura narrazione dei fatti, senza schierarsi per piaggeria o per glorificazione degli argomenti. Qui, di conseguenza, non sarà possibile rinvenire impressioni né partigiane, né revisioniste, ma solo scorgere, attraverso la lettura, gli umori dei Tarantini nel Ventennio, attraverso le loro stesse parole, lasciate nero su bianco, su decine e decine di lettere, foglietti sparsi, carte intestate, fogli dattiloscritti e pagine scritte a mano, in una calligrafia che riportava indietro nel tempo. Carte segnate dall'uso, ingiallite e consunte; dai fogli di quaderno alle pagine impreziosite da rari marchi militari o civili. Spesso corredate e da foto e da preziosi allegati: diplomi, certificati, lettere di raccomandazione unite alle istanze. Pagine e pagine scritte tutte d'un fiato da mani poco avvezze alla scrittura, che hanno sacrificato la punteggiatura all'impeto irrefrenabile di dire, di raccontare, di essere presente, con un semplice gesto, nella vita del Duce. Un patrimonio immenso di vita, tramandata in diretta, attraverso le lettere che i Tarantini avevano inviato al Duce.