Libri di Cur Stanco
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- 9791254778548 Manuale di letteratura e cultura inglese
La letteratura inglese dall'Umanesimo al Rinascimento 1485-1625 Stanco M. (Cur.) - Carocci, 2016 - Studi Superiori
Che cos'è l'Umanesimo? Quando nacque il Rinascimento? Quanti drammi ha scritto Shakespeare? Si tratta di domande apparentemente semplici (soprattutto l'ultima), in realtà insidiose. L'Umanesimo e il Rinascimento sono, innanzitutto, un corpus di documenti e l'insieme delle "narrazioni" che li collegano tra loro. Gran parte, però, dei documenti e dei testi dell'epoca sono andati persi, e molti di quelli che ci sono pervenuti sono passibili di interpretazioni diverse. Partendo da tali premesse, il volume, anziché suggerire facili risposte a quesiti complessi, fornisce una serie di strumenti metodologici utili a inquadrare i fenomeni storico-letterari nel loro farsi. Alle esaustive presentazioni di autori e di opere (corredate da puntuali schede bibliografiche) sono affiancate approfondite analisi relative ai contesti storico-filosofici, ai rapporti tra drammaturghi e compagnie teatrali, alla costituzione del canone, alla definizione dei generi, al concetto stesso di "autore". Ne emerge un panorama ampio e frastagliato, all'interno del quale i testi letterari sono riletti alla luce delle condizioni materiali che ne accompagnarono la produzione.
«And love finds a voice of some sort». Omosessualità e (auto)censura nella letteratura inglese e francese (1870-1930) Stanco M. (Cur.) - Carocci, 2020 - Lingue E Letterature Carocci
L'amore tra due persone dello stesso sesso ha costituito a lungo un tabù innanzitutto lessicale, un peccatum mutum, la cui sola nominazione esponeva a pesanti sanzioni sia religiose sia legali. Di conseguenza, gli autori che nel corso dei secoli hanno avvertito il bisogno di parlare di omosessualità non solo hanno subito censure esterne, ma sono stati anche costretti a mettere in atto preventive forme di autocensura, relative sia al linguaggio sia alla diffusione delle proprie opere. Nel periodo storico 1870-1930 si assiste a un fenomeno, almeno in apparenza, paradossale: un'epoca generalmente considerata come una tra le più repressive e omofobe (a causa di una serie di riforme legislative e la messa in atto di condanne esemplari) è al contempo l'epoca che testimonia l'invenzione stessa del termine "omosessualità" e, dunque, la nascita di una "letteratura omosessuale" nel senso moderno del termine. A partire da tali premesse, il volume esplora l'emergere e il successivo consolidarsi di una letteratura velatamente o scopertamente omosessuale nell'Inghilterra fin de siècle e nella Francia della belle époque: da Wilde ai poeti uraniani, a un insieme di autori semiclandestini, fino a Forster e a Proust. Ne viene fuori un quadro ampio e variegato, in cui convergono storia della sessualità e storia del libro e in cui non solo si rileggono autori noti attraverso percorsi critici inediti, ma si ridà anche voce a un corpus di testi sommersi, strappandolo a quel silenzio al quale la censura del tempo l'aveva condannato.