Libri di Cur Stefani
Bibliografia di Cur Stefani: tutti i libri in vendita online con argomento Bibbia Temi Religione e fede
Guerra e pace in nome di Dio Stefani P. (Cur.) - Morcelliana, 2018 - Il Pellicano
Guerra in nome di Dio: un fenomeno antico e moderno, le cui radici affondano nella tradizione ebraico-cristiana. Fin dall'antichità le diverse religioni si appellarono al divino per legittimare la violenza, giustificando l'omicidio in una realtà che trascendeva l'umano: una "sacralizzazione" che ha coinvolto tutto il Vicino Oriente antico, il giudaismo del Secondo Tempio e la Tarda Antichità. Il volume mette in luce una costellazione di accezioni con cui i concetti di "guerra" e "pace" ricorrono nella Bibbia e in testi ad essa vicini: dalla contrapposizione sacro/profano, che sta alla base dell'anatema (herem) e dello sterminio, all'idea di kairòs come desiderio di pace perenne nell'anima di ogni religione.
La voce di Dio. Chiamate e vocazioni dalla Bibbia a oggi Stefani P. (Cur.) - Morcelliana, 2015 - Il Pellicano Rosso. Nuova Serie
Chiamare implica che qualcuno parli e qualcun altro ascolti e risponda: uno schema che si declina nella Bibbia in molteplici modi. La "chiamata" è parola di Dio, di Gesù, dei profeti; può essere "invocazione" o può indicare una "vocazione"; implica l'irrompere di un mutamento (con la risposta "Eccomi!" di Samuele) e l'adeguamento a una condotta di vita, ma anche l'"obiezione" (di Mosè, di Isaia...). Pagine celebri della Bibbia - rilette qui in chiave esegetica, spirituale, storico-filosofica - diventano il luogo in cui sorprendere significati talvolta inattesi di una Parola che, oltre la lettera, investe la nostra vita. Come il tema del discernimento e del lavoro alla base delle comunità monastiche: modelli di vocazione, che ancora ci interpellano.
Amore del prossimo Stefani P. (Cur.) - Morcelliana, 2008 - Biblia
L'amore del prossimo, per il prossimo. Comando, regola o precetto o norma, di origine divina o umana, esso ha una valenza universale, derivata dalla fede oppure da un'esigenza di uguaglianza e giustizia universalistica che nasce comunque e sempre dalla considerazione della persona umana - che mi sta vicina, che mi sta lontana - come specchio o altra forma di me stesso e quindi soggetto e oggetto di uguali diritti e doveri; una convinzione che ha una lunghissima storia, continuamente lacerata dai processi di inclusione/esclusione, ma rimasta continuamente viva, aperta, sempre pronta a richiedere la consapevolezza e l'impegno di tutti e in ogni angolo della terra. Una convinzione che, come ricorda Paolo De Benedetti, riconosce oggi quattro tipi di prossimo: se stesso; l'altro; tutto il creato; Dio. Dunque questo prossimo porta le mie stesse sembianze, oppure è tutto il creato, dal sasso alla nuvola, con esso dobbiamo imparare o re-imparare a convivere in pace, in quel rapporto di berakà, di benedizione (o di francescana laudatio) che conduce alla custodia (non al dominio) e al rispetto dell'intero universo. E poi c'è Dio, nei cui confronti si gioca quel difficile e misterioso rapporto di "immagine e somiglianza", da cui può derivare il comando dell'amore, ma non la capacità degli esseri umani di essere sempre all'altezza di questo amore, gli uni con gli altri.