Libri di Peter Wells
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La parola ai barbari. Come i popoli conquistati hanno disegnato l'Europa romana Wells Peter S. - Il Saggiatore, 2019 - La Cultura
I conquistatori romani li hanno chiamati «barbari». Cesare e Tacito ne hanno descritto gli usi primitivi, lo stile di vita selvaggio, le forme di organizzazione politica elementari: popoli senza alcuna tradizione scritta, con una scarsa identità sociale. Sono le popolazioni celtiche e germaniche che l'impero romano incontra, combatte e ingloba nella sua espansione in Europa, dalle Gallie alla Germania fino alla Britannia. Da allora il termine «barbaro» è sinonimo di arretratezza e inciviltà, un marchio con cui stigmatizzare l'altro ritenuto inferiore. Negli ultimi decenni, tuttavia, ricerche e studi archeologici hanno modificato la nostra percezione di questi popoli, rivelando un quadro sociale e culturale molto complesso e variegato. A partire da questa nuova prospettiva, Peter S. Wells propone una storia alternativa dell'epoca romana e compie un viaggio nel tempo che dall'età del Ferro giunge fino al In secolo d.C.: resti di mura e templi, vasellame, gioielli, manufatti e monete provano l'esistenza di civiltà evolute, che dopo la conquista romana entrano in simbiosi con la cultura dei «vincitori» e svolgono un ruolo fondamentale nella trasformazione della società romana in ambito commerciale, militare e religioso. La parola ai barbari smentisce consolidati luoghi comuni e rende manifesta un'interazione culturale ricca e feconda, nella quale i tradizionali ruoli di conquistatori e conquistati sono stati in realtà meno rigidi di quanto tramandato dalla storiografia. È questo l'humus che ha reso fertile il terreno su cui si è sviluppata l'Europa, e da cui si è formato il primo nucleo della nostra identità.
Barbari. L'alba del nuovo mondo. Nuova ediz. Wells Peter S. - Lindau, 2017 - I Leoni
La storiografia non è stata benevola con i "barbari". Noi europei siamo soliti delineare lo sviluppo delle nostre società evocando alcuni momenti topici: la Grecia, Roma, il Rinascimento, l'età moderna, l'Illuminismo, la Rivoluzione industriale, per arrivare poi ai nostri giorni. Lungo questo percorso esiste un periodo che sembra costituire una frattura nel contesto del progressivo manifestarsi della civiltà. Sono i cosiddetti "secoli bui" dell'Alto Medioevo, seguiti alla caduta dell'Impero romano a opera dei "barbari", quei popoli che i tardi scrittori latini descrivono come invasori violenti, incolti, dalla incerta identità (e che noi, seguendo loro, abbiamo continuato a giudicare tali). In realtà le più recenti scoperte, soprattutto archeologiche, obbligano a un radicale ripensamento: esse infatti parlano di civiltà evolute e moderne, sia nelle condizioni di vita che nelle espressioni artistiche. A giudizio di Peter Wells l'età dei barbari segnò l'alba di un mondo nuovo, fu l'inizio dell'Europa che oggi conosciamo. Per la prima volta il baricentro del continente si spostò dal Sud mediterraneo al Nord dei celti e dei germani. Nuovi popoli e nuove tradizioni, fino a quel momento messi ai margini, si affacciarono sul proscenio della storia. E Roma fu sconfitta sul piano militare ma ancora più su quello culturale, perché le società barbariche si rivelarono più aperte, dinamiche e vitali.
Barbari. L'alba del nuovo mondo Wells Peter S. - Lindau, 2008 - I Leoni
La storiografia non è stata benevola con i "barbari". Noi europei siamo soliti delineare lo sviluppo delle nostre società evocando alcuni momenti topici: la Grecia, Roma, il Rinascimento, l'età moderna, l'Illuminismo, la Rivoluzione industriale, per arrivare poi ai nostri giorni. Lungo questo percorso esiste un periodo che sembra costituire una frattura nel contesto del progressivo manifestarsi della civiltà. Sono i cosiddetti "secoli bui" dell'Alto Medioevo, seguiti alla caduta dell'Impero romano a opera dei "barbari", quei popoli che i tardi scrittori latini descrivono come invasori violenti, incolti, dalla incerta identità (e che noi, seguendo loro, abbiamo continuato a giudicare tali). In realtà le più recenti scoperte, soprattutto archeologiche, obbligano a un radicale ripensamento: esse infatti parlano di civiltà evolute e moderne, sia nelle condizioni di vita che nelle espressioni artistiche. A giudizio di Peter Wells l'età dei barbari segnò l'alba di un mondo nuovo, fu l'inizio dell'Europa che oggi conosciamo. Per la prima volta il baricentro del continente si spostò dal Sud mediterraneo al Nord dei celti e dei germani. Nuovi popoli e nuove tradizioni, fino a quel momento messi ai margini, si affacciarono sul proscenio della storia. E Roma fu sconfitta sul piano militare ma ancora più su quello culturale, perché le società barbariche si rivelarono più aperte, dinamiche e vitali.