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Robin Williams. L'alieno che ha conquistato Hollywood Arnaldi Valeria - Ultra, 2024 - Ultra Icon
L'indimenticabile saluto di Mork: Nano nano. Le nuove prospettive aperte dal professore del film "L'attimo fuggente". Il naso rosso di Patch Adams. Sono tanti i ruoli, i gesti, le espressioni indimenticabili di Robin Williams. Il più noto "alieno" della tv è scomparso l'11 agosto 2014 ma i suoi personaggi sono ben vivi e saldi nell'immaginario collettivo. Perché Robin Williams ha saputo fare filosofia della sua faccia, consacrandola alla meraviglia. È stato Peter Pan, il ragazzo che non voleva crescere, ma anche Alan Parrish, il bambino invecchiato di "Jumanji". E mammo in "Mrs. Doubtfire", uno psicologo fuori dagli schemi in "Will Hunting" - Genio ribelle, un'anima alla scoperta dell'aldilà in "Al di là dei sogni". Nel corso della carriera, ha interpretato ruoli comici e parti anche drammatiche, portando sempre in primo piano l'umanità. E dando in questo modo, per paradosso, concretezza a ogni fantasia. Fino all'ultimo, quando ha commosso il mondo con la sua morte: improvvisa, dolorosa, frastornante. «Robin Williams è arrivato nelle nostre vite come un alieno, ma ha finito per toccare ogni elemento dello spirito umano - dichiarò Barack Obama - Ci ha fatto ridere. Ci ha fatto piangere. Ha dato il suo incommensurabile talento liberamente e generosamente a coloro che ne avevano più bisogno». Un viaggio alla scoperta della vita e dei film di Robin Williams per ritrovare potere e arte di meravigliarsi.
Jerry & Robin. Pensare divertente Lasagna Roberto Mancino Anton Giulio - Edizioni Falsopiano, 2020 - Cinema
Questo libro è soprattutto un atto d'amore nei confronti di due nomi popolari ma al tempo stesso dotati di vaste zone di penombra. Lewis e Williams vengono accostati con alcuni indubbi parallelismi (la "serietà" dei loro ultimi lavori, ad esempio, oppure l'essere costretti a esibire in pubblico almeno una parte del repertorio per il quale erano noti al grande pubblico), ma in questa direzione non si insiste più di tanto. Anche perché questi autori non consentono una sintesi del fenomeno della comicità autoriale hollywoodiana: hanno traiettorie molto personali, hanno origini diverse, non hanno fatto scuola, non provengono dalla scuola. Ecco, Robin e Jerry sono di fatto due macchine celibi. Possono essere autori di performances straordinarie (fa molto piacere che per Lewis si ricordi lo straordinario One More Time e per Williams la definizione struggente di "serial Killer" fornita da Terry Gilliam in un necrologio sorprendente e struggente) che possono a loro volta richiamare altre performances, ma rimangono completamente unici e irripetibili. Queste vite parallele del terzo millennio ci propongono due autori dei quali pensiamo di sapere molto e che invece ci accorgiamo di conoscere solo superficialmente. Merito di un lavoro veramente approfondito, in cui la passione e la scientificità non si elidono ma si arricchiscono a vicenda. Cosa rara, nella saggistica cinematografica. Prefazione di Steve Della Casa.
Robin Williams. Storia di una vita Itzkoff Dave - Mondadori, 2018 - Ingrandimenti
Incredulità, sgomento, tristezza: sono questi i sentimenti condivisi in tutto il mondo il 12 agosto 2014 alla notizia del suicidio, a soli 63 anni, di Robin Williams. Il profondo dolore suscitato dal tragico epilogo della sua vita, in stridente contrasto con le esilaranti interpretazioni per le quali è diventato famoso, è la testimonianza della stima e dell'affetto che Robin è riuscito a guadagnarsi, tra i colleghi e presso il grande pubblico, sia come attore sia come persona. Già negli anni alla Juilliard School di New York, infatti, o durante la lunga gavetta come comico di cabaret, Robin ha saputo conquistarsi la simpatia dei compagni con il suo carattere estroverso e bizzarro, ma soprattutto grazie all'altruismo e all'umiltà, che sono sempre stati la sua cifra umana. Artista di eccezionale talento, ha strappato più di una risata nei panni di Mork, il tenero e stralunato alieno protagonista di una fortunatissima serie televisiva, e del padre-governante di Mrs. Doubtfire , e ha commosso le platee prestando il suo volto e la ricchezza della sua sensibilità a personaggi come il travolgente DJ di Good Morning, Vietnam , l'appassionato professore di letteratura dell'Attimo fuggente e il poco ortodosso psicologo di Will Hunting - Genio ribelle , ruolo che nel 1998 gli valse l'Oscar come miglior attore non protagonista. E anche all'apice della carriera, non ha mai fatto mancare il proprio sostegno agli amici in difficoltà - primo fra tutti Christopher Reeve, rimasto paralizzato dopo una caduta da cavallo - così come si è sempre impegnato con generosità per associazioni di beneficenza. Nessun'ombra, dunque, nella vita di Robin Williams? Attingendo a testimonianze dirette - interviste alle ex mogli, ai tre figli (Zak, Zelda e Cody) e ai più cari amici e colleghi - e a lunghe conversazioni con lui, Dave Itzkoff racconta senza reticenze l'uomo e l'artista, rivelandone, oltre alle evidenti doti, le debolezze nascoste, il bisogno quasi ossessivo di piacere a tutti, il dubbio di non meritare la popolarità ottenuta, la paura di non essere all'altezza delle aspettative del pubblico. E, più drammaticamente, la battaglia tante volte persa contro la dipendenza da alcol e droga, e la profonda depressione che lo attanagliava, aggravata negli ultimi anni dallo spettro della disabilità associata alla malattia neurodegenerativa da cui era affetto. Chissà se, con il suo gesto estremo, Robin non ci abbia voluto inconsciamente ripetere l'invito rivolto dal professor John Keating ai suoi allievi, gli intrepidi membri della setta dei poeti estinti: «Cogliete l'attimo, ragazzi. Rendete straordinaria la vostra vita...».