Libri di Agnoli
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Bologna «città aperta» (settembre 1943-aprile 1945). Nuova ediz. Agnoli Mario - Minerva Edizioni (Bologna), 2021
Le memorie di Mario Agnoli, podestà di Bologna dal 18 settembre 1943 all'alba del 21 aprile 1945. Il volume, uscito nel 1975 e rapidamente esaurito, ripercorre gli eventi di un periodo storico cruciale per i bolognesi, e raccoglie fotografie d'epoca e riproduzioni di lettere e documenti che riguardano gli avvenimenti e gli episodi che caratterizzarono l'amministrazione Agnoli. Questa nuova edizione, riveduta e corretta secondo le indicazioni lasciate dall'autore alla famiglia, è arricchita di documenti inediti e rappresenta un'importante fonte per studiosi e appassionati di storia. Mario Agnoli, come commissario prefettizio prima e podestà poi, si adoperò strenuamente per salvaguardare la città e i suoi abitanti, oppressi dall'occupazione nazista e stretti fra la neonata repubblica sociale, il movimento di liberazione e l'incubo dei bombardamenti da parte delle "fortezze volanti" alleate, che accomunava tutti, indistintamente. Con l'aiuto di padre Domenico Acerbi, provinciale dei Domenicani, e dell'arcivescovo di Bologna Giovanni Battista Nasalli Rocca, e grazie a un intenso carteggio con il feldmaresciallo Albert Kesselring, comandante supremo delle forze germaniche in Italia, Agnoli perseguì la complessa iniziativa di rendere Bologna "città aperta", che però non incontrò i giusti consensi e, anzi, venne osteggiata. Il riconoscimento ufficiale non vi fu, ma Bologna lo divenne di fatto a partire dal luglio 1944, in quanto città ospedaliera che dava assistenza a feriti e malati dell'intera regione e rifugio a centinaia di famiglie provenienti dalle campagne. Con il libro Bologna "Città aperta" (Settembre 1943 - Aprile 1945), Mario Agnoli ha desiderato lasciare una testimonianza rispettosa della verità storica, contribuendo ad evitare la distorsione e le strumentalizzazioni della stessa, senza cedere né alla poesia, né alla retorica, un «documentario di storia terribile con deliberato stile scarno e dimesso».
Corre, la Cina corre. Lavorare con i cinesi: che cosa ho imparato in 30 anni Bertagnolio Mario - Goware, 2021 - Sulle Orme Della Storia
La Cina è un paese chiave nel mondo di oggi. Molti ne parlano, ma spesso non colgono i motivi profondi del suo successo. Esso dipende dalla sua storia millenaria, che ha forgiato l'anima e il carattere dei suoi abitanti. I cinesi sono laboriosi, concreti, intelligenti, mirano a fare le cose bene, ma soprattutto in fretta. Devono recuperare il tempo perso nel regime maoista, durante il quale ci si era illusi di creare un uomo nuovo e una società nuova. Quella esperienza, pur così dura e traumatica, ha però insegnato loro a lavorare insieme per uno scopo comune. L'individuo conta ma solo se contribuisce a realizzare gli obiettivi dell'intera società. La dirigenza politica, a partire da Deng Xiao Ping, ha inventato una politica nuova e incredibile, riuscendo a coniugare sinergicamente due opposti, il comunismo e il capitalismo. Sarebbe interessante ascoltare il giudizio di Karl Marx su questa invenzione che contraddice i termini della sua ipotesi politica: il successo del capitalismo scaverà la fossa su cui crescerà il comunismo.