Libri di Cur Angelini
Bibliografia di Cur Angelini: tutti i libri in vendita online con argomento Rifiuti
Nulla si butta, tutto si ricicla. Rifiuti: le criticità, la governance e la partecipazione Angelini A. (Cur.) - Franco Angeli, 2009 - Sociologia Urbana E Rurale-Sez. 1
Il tema dei rifiuti è stato al centro della Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile che si è svolta sotto l'egida della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO e che ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo dell'educazione, delle istituzioni, della politica e dell'impresa. Il volume raccoglie le riflessioni scaturite da quella Settimana e rappresenta un utile strumento per ripensare la questione rifiuti, questione che può essere affrontata e risolta coinvolgendo i cittadini, impegnando le istituzioni e attraverso una gestione industriale efficace, al fine di incoraggiare la riduzione dei rifiuti e la promozione di forme valide di raccolta differenziata, con l'obiettivo di far diventare il rifiuto una risorsa. Il libro si articola in tre parti: la prima è dedicata alla cultura del riciclaggio e del riuso; la seconda parte del volume è dedicata all'economia e alla governance dei rifiuti; l'ultima parte contiene i casi studio sulle aree critiche in materia di gestione dei rifiuti.
Spazzanapoli. Storie di monnezza da una città rifiutata Angelini E. (Cur.) Di Gennaro G. (Cur.) Santoro R. (Cur.) - Leconte, 2008 - Storie. The Write Side
Napoli pattumiera d'Italia? Una città, una regione dove nascondere la coscienza sporca di una nazione intera? Ecco il volto umano quanto sconosciuto di un disastro economico, ambientale e politico che ha la forza di una metafora. Storie di un sud consumato da speculazioni e compromessi nei racconti lancinanti di uomini non illustri, quella maggioranza silenziosa che la spazzatura non la racconta, la vive. Dall'affarista che nel degrado si arricchisce, alla bambina che muore di monnezza, fino al poveraccio che protegge il colluso e finisce per credergli. E in appendice tutte le promesse di politici diversi ma con la medesima demagogia. Tutto questo per rispondere a una domanda pericolosa: chi vuole il male di Napoli?