Libri di Cur Angiuli
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Terra e mare. Paesaggi del sud, da Giuseppe De Nittis a Giovanni Fattori. Catalogo della mostra (Barletta, aprile-agosto 2009). Ediz. illustrata Angiuli E. (Cur.) Sparagni T. (Cur.) - Silvana, 2009 - Cataloghi Di Mostre
Prima ancora che il turismo moderno scoprisse l'incanto dei paesaggi meridionali, vari artisti avevano tributato ai campi di grano, agli ulivi, ai cardi selvatici, alle spiagge, ma soprattutto al cielo così mutevole, un omaggio appassionato. Proprio dalla magia di questo paesaggio prende le mosse la mostra "Terra e mare. Paesaggi del Sud, da Giuseppe De Nittis a Giovanni Fattori", ospitata alla Pinacoteca "Giuseppe de Nittis" di Barletta e accompagnata da questo catalogo. Attraverso il confronto delle opere dei maggiori paesaggisti del centro e del sud Italia, come Giovanni Fattori, Vincenzo Cabianca, Filippo Palizzi, Francesco Paolo Michetti, Francesco Lojacono e Giuseppe De Nittis, si delinea la grande pittura di paesaggio meridionale, dove la suggestione della natura si congiunge alle grandi problematiche sociali ed economiche. La mostra offre una sintesi delle esperienze artistiche messe in atto nella seconda metà dell'Ottocento - la "macchia" toscana, il naturalismo napoletano, la scuola siciliana - i cui interpreti, spesso legati da profonda amicizia, avevano come intento di "far di una tela una finestra dischiusa sui campi", come scrive Francesco Netti, uno dei più fini protagonisti di quel periodo.
Orientalisti. Incanti e scoperte nella pittura dell'Ottocento italiano. Catalogo della mostra (Roma, 20 ottobre 2011-22 gennaio 2012). Ediz. illustrata Angiuli E. (Cur.) Villari A. (Cur.) - Silvana, 2011 - Cataloghi Di Mostre
Un'ente: appena di là del nostro mare, l'orizzonte si spalanca. Deserti, carovane, oasi, luce accecante e calda, confini senza limite nei quali il passaggio dell'uomo è una traccia casuale e fugace. E poi, ancora oltre, villaggi, mercati, moschee, cortili e terrazze, le rive del Bosforo, strade percorse da donne velate, da uomini dai costumi multicolori. Addentrandosi ancora più a fondo, con la fantasia laddove l'accesso è vietato, ecco infine il mondo femminile, misterioso e segreto, degli harem, degli hammam, le alcove delle odalische, corpi morbidi e invitanti, la magia della danza, occhi nerissimi. Oriente, vicino in fondo, eppure così inconoscibile e diverso per l'uomo europeo dell'Ottocento, quasi un miraggio di paradiso, un mondo sospeso fuori dal tempo, dalla modernità che incalza, dalla corruzione della civiltà e del progresso. Oriente reale per i tanti artisti, scrittori o pittori che vi si sono recati, superando le fatiche e i disagi del viaggio, ma anche Oriente solo sognato, ricreato in atelier tra tappeti persiani, bacili in bronzo, pugnali intarsiati e ceramiche, perché "l'immaginazione è più vera di quanto si pensi", come scrisse uno dei più sensibili pittori italiani del secondo Ottocento, Domenico Morelli, che mai si mosse dal suo studio napoletano. In un gioco di specchi, tra immaginazione, avventura, desiderio di conoscenza e sogno di trasgressione, ecco dunque la pittura d'Oriente, una "moda" avviata già nel Settecento che esplode nell'Ottocento positivista e romantico.
L'odore della luce. Il mondo femminile nella pittura dell'Ottocento e del primo Novecento. Catalogo della mostra (Barletta, 5 maggio-19 agosto 2012). Ediz. illustrata Angiuli E. (Cur.) - Silvana, 2012 - Cataloghi Di Mostre
Capolavori di artisti italiani tra fine Ottocento e inizio Novecento fanno luce su un periodo artistico ricco di movimenti che si interrogano sul ruolo delle arti figurative, dai macchiaioli ai divisionisti ai simbolisti, e che vede la parallela presenza in campo letterario del verismo di Giovanni Verga, del naturalismo di Gabriele d'Annunzio, della poetica di Giovanni Pascoli e del tardo romanticismo di Matilde Serao. Attraverso letture comparate si intende così analizzare una stagione di profondi cambiamenti, non solo artistici ma anche politici e sociali, che di lì a poco caratterizzeranno l'Italia contemporanea. Accanto a pittori di fama quali Signorini, Lega, Cannicci, Gioii, Boldini, De Nittis, Corcos, Pellizza da Volpedo, i dipinti di artisti meno noti, ma di grande spessore artistico: Rossi, Chiesa, Tito, Irolli, Joris, interpreti della sensibilità del mondo femminile che si fa protagonista, attraverso l'arte, della cultura e della società del nuovo secolo. Una pittura che ha come protagoniste la donna e la natura, al centro di scene fatte di quotidiana straordinarietà, sul palcoscenico della borghesia della provincia italiana e del mondo contadino. Ne emerge l'estetica dell'Italia postrisorgimentale ma anche il dibattito sul rapporto fra città e campagna, fra nord e sud, indagato in quegli anni dalle inchieste parlamentari sulle arretratezze delle condizioni di vita dei lavoratori della terra.