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- 9788822925695 Orson Welles
Orson Welles in Italia. Nuova ediz. Anile Alberto - La Nave Di Teseo, 2023 - I Fari
In fuga da Hollywood, dal nascente maccartismo e dal fisco, Orson Welles atterrò a Roma nel 1947 e cercò subito di diventare italiano: cenò con Togliatti, corteggiò Lea Padovani, recitò con Totò, progettò film con Scalera e De Laurentiis. Ma l'Italia non lo volle: i produttori si rimangiavano le promesse, i critici più influenti lo denigravano, anche le donne lo piantavano in asso. Dei mille film progettati riuscì a girarne solo uno (però un capolavoro), Otello, dopo la lavorazione più pazza della storia del cinema. E nel 1953, dopo aver litigato con tutti, ripartì. Questo libro ricostruisce i sei anni dell'esilio italiano di Welles, un periodo controverso trascorso fra entusiasmi e incomprensioni, fitto di episodi dimenticati o volutamente accantonati, in cui la personalità esuberante del regista, in perenne ebollizione creativa, fu sottovalutata e avversata in modo sconcertante. Sullo sfondo, l'Italia e il cinema italiano nel loro momento più alto e avventuroso, fra l'avvio della Repubblica e la conclusione del neorealismo. Testo ormai classico della bibliografia wellesiana, Orson Welles in Italia torna in un'edizione interamente rivista e aggiornata, con nuove testimonianze e scoperte, fra cui la sceneggiatura dall'Enrico IV di Pirandello e una Salomé proposta a Peppino Amato. "Mentre a Hollywood Welles con opulenza di mezzi filmava l'opulenza, in Italia era con povertà estrema di mezzi che si filmava la povertà. Come farà a frequentare il verosimile colui che si è forgiato nell'inverosimile?" (dalla Prefazione di Pupi Avati).
L'«Otello» senz'acca. Orson Welles nel Fondo Oberdan Troiani. Ediz. italiana e inglese Anile A. (Cur.) - Rubbettino, 2015 - Quaderni Della Cineteca Nazionale
In inglese s'intitola "Othello". In italiano è senz'acca, Otello: di tutte le edizioni della pellicola, la versione targata Scalera è la più antica e la più estesa, forse la più bella. Eppure dopo l'uscita in sala, nell'autunno 1951, venne clamorosamente dimenticata. Il film Italiano di Orson Welles riemerge ora dagli archivi della Cineteca Nazionale, e la sua riscoperta permette di recuperare immagini sconosciute e scene poi tagliate, illumina le traversie di una lavorazione lunga e imprevedibile, scioglie vecchi enigmi, propone nuove affascinanti incongruenze. Il volume è illustrato con le preziose fotografie provenienti dal Fondo Massimiliano e Oberdan Troiani, in gran parte inedite, scattate sul set del film dal suo operatore più fedele.
Orson Welles in Italia Anile Alberto - Il Castoro, 2006 -
Orson Welles giunse in Italia in una fredda sera autunnale. Lasciandosi alle spalle una Hollywood che non lo capiva più, era venuto a cercare nuovi stimoli in un paese prostrato dalla miseria del dopoguerra, con cui aveva in comune almeno una cosa: l'orgoglio di chi cerca di rialzarsi dalla polvere. Fu subito idillio: Welles dichiarò di essersi fatto adottare dalla Città Eterna, prese casa a Frascati, strinse accordi con case di produzione piccole e grandi, fece la corte alle italiane, ma l'Italia non lo volle. Fra alti e bassi, Welles fece base a Roma per sei anni. Poi si arrese e ripartì. Attraverso testimonianze di prima mano e documenti tratti da periodici dell'epoca, l'autore racconta il periodo italiano del regista (dal 1947 al 1953), certo gli anni più avventurosi e incerti della carriera di Welles: da "Cagliostro" a "Otello" a "L'uomo, la bestia, la virtù", dall'amore per Lea Padovani al matrimonio con Paola Mori, dall'incontro con Palmiro Togliatti alle feroci liti con la stampa, dagli scandali legati alla sua personalità "eccentrica" alle incredibili avventure produttive dei suoi film "italiani", dai progetti mai realizzati o andati perduti ai suoi rapporti con Eduardo e Rossellini, passando per la tiepida accoglienza dei suoi film e le feroci liti con critici e giornalisti.