Libri di Giovanni Arrighi

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Il lungo XX secolo. Denaro, potere e le origini del nostro tempo libro
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LIBRO   9788842819035

Il lungo XX secolo. Denaro, potere e le origini del nostro tempo Arrighi Giovanni   -  Il Saggiatore, 2014  -  La Cultura

Le ricorrenti crisi finanziarie degli ultimi quarant'anni non sono incidenti di percorso ma riflettono tendenze storiche di lungo periodo. Giovanni Arrighi ha dimostrato che, da secoli, quando la produzione di beni e il commercio non bastano più a garantire alti profitti, l'accumulazione del capitale si sposta nella sfera della finanza e della speculazione. Ne conseguono instabilità economica, incertezza politica e nuovi conflitti sociali, che possono rappresentare il preludio a una svolta epocale negli equilibri globali. Il capitalismo si è evoluto attraverso una sequenza di "lunghi secoli", ciascuno dei quali ha insediato una nuova potenza al centro dell'economia-mondo. Al capitalismo genovese e veneziano seguì nel XVII secolo un ciclo economico olandese, la cui crisi aprì la strada all'impero britannico e infine alla leadership globale degli Stati Uniti. In passato fu l'ascesa della finanza a preannunciare la transizione da un ciclo all'altro: dietro le turbolenze economiche del nostro tempo si cela forse la fine del dominio statunitense? "Il lungo XX secolo" proietta le vicende del Novecento in un quadro storico di lunga durata, che mette in luce il rapporto quasi simbiotico tra il capitalismo e la formazione dello stato moderno. Conduce il lettore attraverso imperi e colonie, porti commerciali e campi di battaglia, colossi industriali e banche internazionali, fin dentro le stanze segrete in cui si incontrano politica e alta finanza, potere e denaro. Prefazione di Mario Pianta.

€ 22.00 € 20.90
LIBRO   9788851520847

Il lungo XX secolo Arrighi Giovanni   -  Net, 2003  -  Quality Paperback

L'espansione finanziaria, che è all'origine della profonda instabilità dell'economia mondiale di fine secolo, non è una caratteristica esclusiva dell'epoca postmoderna. Al contrario, è la fase terminale di cicli, di durata sempre superiore a cento anni, di trasformazione da forme produttive a forme finanziarie di accumulazione di capitale. Questi cicli, a partire dal XIV secolo, segnano ogni volta la maturità di una oligarchia capitalistica e l'ascesa drammatica di una nuova potenza egemonica su uno spazio economico in espansione. Cruciali in questi movimenti risultano il ruolo dello stato e della politica, e la fluidità di tutte le istituzioni sociali, capitalismo compreso

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DETTAGLI
LIBRO   9788868435837

Il capitalismo in un contesto ostile. Faide, lotta di classe, migrazioni nella Calabria tra Otto e Novecento Arrighi Giovanni  Piselli Fortunata   -  Donzelli, 2017  -  Saggine

Come nasce il capitalismo in un contesto nel quale le relazioni economiche prevalenti sono orientate in tutt'altra direzione? E come è accaduto che aree periferiche dello sviluppo siano entrate nella sfera di influenza del capitalismo mantenendo tuttavia, almeno per una lunga fase, caratteristiche profondamente diverse da quelle che il «modello originario» avrebbe prescritto? Gli interrogativi sottesi a questo saggio - scritto negli anni ottanta a quattro mani e direttamente in lingua inglese da due tra i più significativi studiosi della sociologia storica contemporanea, e pubblicato ora in traduzione italiana - sono davvero di grande respiro storico, al punto da avere rappresentato, nella letteratura sul capitalismo, uno degli apporti più originali. Per affrontare storicamente la questione, Arrighi e Piselli sceglievano come terreno della loro ricerca sul campo la crisi del modello economico produttivo del latifondo calabrese dell'Ottocento. Quella dissoluzione diede in effetti origine - è l'argomento sviluppato con grande forza e suggestione dagli autori - non a un univoco modello, ma a ben tre diversi esiti distinti, che hanno poi caratterizzato la società calabrese nei decenni successivi: quello del Crotonese, più vicino all'esito dell'impresa capitalistica e del lavoro salariato; quello del Cosentino, sviluppatosi nella direzione della piccola proprietà contadina, a metà tra autoconsumo e mercato; e quello della Piana di Gioia Tauro, caratterizzato dalla crescita di aziende capitalistiche medio-piccole, in grado di difendersi dalla concorrenza esterna anche attraverso l'esercizio di poteri criminali. Lo studio del caso calabrese diviene, in questo magistrale saggio di sociologia storica, un esempio di analisi dei contesti che consente di leggere le differenze dello sviluppo, senza presentarle come inspiegabili «anomalie».

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