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A caccia di raganelle. Biografia di un bambino del dopoguerra Baffioni Venturi Luciano - Youcanprint, 2022 - Fiction / Biografica
"A caccia di raganelle" racconta la vita dei ragazzi del dopo-guerra a Pesaro, piccolo capoluogo di provincia delle Marche. Molti miei coetanei vi si riconosceranno, molti altri vi ritroveranno una parte di loro stessi. Nella vita desideriamo un'infinità di "cose" poi, quando e se le otteniamo, ci accorgiamo che quello che ci rendeva felici veramente era in realtà ciò che stava attorno a noi e alle "cose": le emozioni, le sensazioni, l'amore. La vita è così, come la musica, esistono i suoni perché esistono i silenzi e, tra questi, c'è la malinconia. Sì, è vero, è un sentimento di sofferenza, un "dolore del ritorno" fisico o mentale ai luoghi cari, alle cose e alle persone lontane, ormai morte, un rimpianto di fatti che si vorrebbero rivivere, un anelito indefinito che un po' consola e dà rifugio. A Pesaro quel rimpianto, come un "nodo alla gola" o un "peso allo stomaco", lo chiamano "magone", parola di cui non conosco neppure l'etimologia precisa (i vocabolari la dicono provenire dal longobardo magô = 'gozzo' o dal tedesco magen = 'stomaco'), ma che di certo tutti hanno provato, tornando in un posto noto e vedendo com'è cambiato e ... come siamo cambiati noi. Quante cose non fatte, non dette, quante persone scordate per decenni che tornano alla memoria in un flash prepotente!
Cacciatori di raganelle Baffioni Venturi Luciano - Youcanprint, 2021 - Biografia E Autobiografia / Generale
È la storia di un bambino del "dopo-guerra" cresciuto nei campi rimasti ancora nella zona del mare di Pesaro, ai margini della spiaggia e del porto canale. Oggi è tutto cancellato dalle nuove costruzioni e dalle nuove strade. Resta solo qualche fotografia e i ricordi di chi era un "cacciatore" di lucertole nelle praterie dell'Orto di Picèn. Resta la "nostalgia" di fronte alle immagini della Pesaro della mia infanzia o che provo quando ripercorro strade e posti che non vedevo da anni, e la mia mente torna a rivivere momenti passati ed emozioni di sessant'anni fa. Anche se oggi molto (o tutto) è cambiato, un po' mi commuovo quando vedo il cogolo arrotondato, sul quale sedevo a guardare le poche auto in transito in via Mario Paterni dove, oscillando tra il civico 84 e il 66, ossia al di là e al di qua di viale Della Vittoria, ho vissuto fino all'età di sedici anni. Il sasso, un paracarro naturale, uscito chissà quando dal terreno e alto poco più di una spanna, all'angolo con viale Della Vittoria, è tanto piccolo che faccio fatica a immaginare che quella era la misura delle mie ginocchia di allora. Nella vita e nella natura tutto cambia, più o meno rapidamente, e queste righe potrebbero essere utili "pensierini" per chi è stanco di correre comunque e sempre, e vuole lasciare perdere ogni tanto Facebook, Istagram, Google... e rifugiarsi nei ricordi di un'infanzia più libera e felice.