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Bibliografia di Bau: tutti i libri in vendita online con argomento Alighieri Dante
Prossime uscite su ALIGHIERI DANTE
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788894893366 Agenda letteraria Dante Alighieri 2027
- 9788893665438 Dante e l'italiano. Biografia del lessico
- 9788889569771 L'intricata vicenda del sepolcro delle ossa di Dante. Vol. 1-2
- 9788886746458 Dante nel mondo. Atti del Convegno Internazionale di Studi, Accademia Ligure di Scienze e Lettere (Palazzo Ducale, Genova, 14-15 settembre 2021). Ediz. multilingue
- 9788831358170 Il Sonetto della Garisenda. Esercizio di esegesi intorno alla più antica trascrizione di un testo dantesco
Dante fra scienza e sapienza. Esegesi del canto XII del Paradiso Bausi Francesco - Olschki, 2009 - Saggi Di «Lettere Italiane»
Vengono isolati i due temi fondamentali del Canto (elogio di san Domenico e presentazione dei sapienti della seconda ghirlanda), estendendo poi l'analisi all'intera compagine del Cielo del Sole, allo scopo di definire la peculiarità culturale e artistica del poema nel panorama del tardo Medioevo e insieme di cogliere la specificità della posizione epistemologica di Dante nel momento in cui si appresta ad affrontare la parte conclusiva del suo viaggio ultratrerreno.
Sui passi di Dante. Cercando il poeta Bausi Antonella - Edizioni Setteponti, 2024 - Iris Florentia
Questo nuovo libro di Antonella Bausi ci restituisce con enfasi, attraverso le dinamiche dei suoi racconti dovuti alla profonda cognizione della Divina Commedia che l'annovera fra i "dantisti", la conoscenza che ci lega inscindibilmente al "nostro" Dante. La pubblicazione illustra tratti della lunga ed importate storia fiorentina, tra la quotidianità, i personaggi, la politica, gli intrighi di ogni genere in cui, alla fine, traspare l'amore e la fede che vincono su tutte le cose, annullando il tempo e lo spazio, tanto da rendere le vicende ricordate, di fresca attualità e di rilevante valore culturale. Felice l'intuizione di far precedere ogni racconto dai versi del Poeta, che ci fanno cogliere anche la nostalgia dei banchi di scuola. Antonella, dinamica e creativa, sorretta dalla ferrea passione per la lirica dantesca, scrive con completezza d'informazione, in un ottimo, colorito e fresco lessico fra romanzo e cronaca, fatti descritti dal Divino Poeta che riguardano l'amata terra natia. Un proposito che può apparire presuntuoso ma che non lo è affatto, perché attuato con lo spirito convinto di chi crede nell'educatività della storia... Dalla Prefazione di Luciano Artusi.
Spositione a XXIX canti dell'«Inferno» Castelvetro Lodovico Ribaudo V. (Cur.) - Salerno, 2017 - Ed.Naz.Commenti Danteschi.Comm. Figurati
Assai distante dalla tradizionale prassi esegetica e soprattutto dalle diverse declinazioni dell'approccio landiniano realizzate nei XVI secolo, la Spositione di Lodovico Castelvetro da Modena (1505-1571) assume una fisionomia particolare riconducibile allo statuto intellettuale del suo autore. Filologo, grammatico, ma soprattutto critico severo alieno da ogni dogmatismo, Castelvetro matura un interesse per Dante contestuale al vaglio delle due massime autorità del Cinquecento, Pietro Bembo e Aristotele. Risolta nella Ragione (1559) e nella Giunta (1563) la questione della lingua della Commedia senza mettere in discussione l'appartenenza di Dante al canone volgare, al Modenese non resta che valutare il poema alla luce del vasto repertorio di norme desunte dal commento alla Poetica di Aristotele concluso nel 1567 a Lione, la terra che lo accoglie esule dopo la condanna per eresia. Ultimata proprio a Lione, e qui andata perduta nell'infuriare delle lotte tra cattolici e ugonotti (1567), la Spositione viene riscritta a Vienna tra il 1569 e il 1570 da un Castelvetro che, debilitato nel fisico e ormai prossimo alla morte, ne arresta la stesura al ventinovesimo canto agl'Inferno. Ma non è neppure da escludere che alla base dell'interruzione vi fosse l'urgenza di replicare all'Hercolano di Benedetto Varchi, a chiudere la storica polemica con l'acerrimo rivale Annibal Caro. Il metro di giudizio castelvetrino è la conformità delle terzine all'aristotelica verosimiglianza, intesa sia come coerenza interna della favola sia come suo adeguamento alle coordinate culturali e linguistiche del lettore. Il profondo scollamento con la cultura medievale che ne deriva, evidente nella riduzione della visio dantesca a mera questione di poetica, è desumibile dallo stesso repertorio di fonti con cui Castelvetro conduce la sua esegesi: si tratta di una variegata scelta di testi greci, latini e volgari con cui egli valuta la conformità del dettato tanto a ciò che è noto per tradizione - ad esempio la rappresentazione dei mostri infernali - quanto alle soluzioni lessicali, giudicate valide solo se garantiscono al lettore la comprensibilità del messaggio. L'edizione, condotta sul ms. autografo Deposito Collegio di San Carlo, F 2 1, della Biblioteca Estense Universitaria di Modena, sostituisce la princeps pubblicata alla fine dell'Ottocento per le cure di Giovanni Franciosi (Modena, Soliani, 1886). Il testo è accompagnato al piede da un apparato diviso in due fasce, una ecdotica e una esegetica, quest'ultima con segnalazione delle fonti, il cui indiscusso interesse ha indotto alla stesura di uno specifico. Indice in chiusura di volume.