Libri di Inos Biffi
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Bernardo e Tommaso. «Duplice vertice sublime di unica fiamma» Biffi Inos - Jaca Book, 2008 - Già E Non Ancora. Opuscoli
A prima vista può sembrare strano associare e proporre in un unico volumetto i profili di Bernardo di Clairvaux e di Tommaso d'Aquino, icona del monaco, il primo, al quale convengono il chiostro e la contemplazione, e modello del maestro di scuola, il secondo, al quale si addicono l'università e le questioni. E, infatti, dalle pagine rapide ma nitide e incisive che Inos Biffi dedica loro, le due figure risaltano nella loro precisa e distinta identità, ognuna con la genialità propria inconfondibile. Due "capolavori" di umanità e di Chiesa, eloquenti testimoni, l'uno e l'altro, della sorprendente e multiforme ricchezza del "mirabile medioevo". D'altronde, riconosciuta la diversità tra l'abate di Clairvaux e il docente di Parigi, a una lettura più penetrante non risalta meno la loro intima sintonia e convergenza. Le loro "teologie" divergono e, pure, tutte e due - quella monastica di Bernardo e quella scolastica di Tommaso - nascono dalla stessa passione per "il mistero".
Il segreto di Clairvaux: Bernardo. La costruzione della teologia medievale Biffi Inos - Jaca Book, 2015 - Di Fronte E Attr. Opera Omnia Inos Biffi
Il volume va alla ricerca dell'origine della spiritualità chiaravallense, che ha lasciato un'impronta profonda e incancellabile nella vita della Chiesa, nella sua sensibilità e nei suoi gusti, nelle sue lettere e nella sua arte. Al principio troviamo la Sacra Scrittura, che offre a Bernardo di Clairvaux i principi e le risorse del suo pensiero, della sua predicazione e, prim'ancora, della sua esperienza. E, infatti, la dottrina dell'"ultimo dei Padri", proviene dall'intimo e inesausto contatto personale con la Parola di Dio, ritrovata nel corso e ricorso della Liturgia. Egli è "Dottore mellifluo", poiché dalla "spremitura" di tale Parola si distilla e fluisce il sapere del quale viene alimentata senza sosta la Chiesa. Non mancano certo in lui la considerazione e la stima dell'aspetto intellettivo del mistero di Cristo, a cui è ininterrottamente volto il suo sguardo appassionato; ma egli mira a comprendere per amare, a illuminare per ardere, preoccupato a che la "filosofia" e la dialettica incontinente non stemperino il mistero e quindi disciolgano la cristologia. Ed esattamente nei confini della cristologia egli trova l'antropologia, in intima connessione e implicazione. La sua teologia la sua immagine di Dio - sale e si dispiega nella realtà della vita, della morte e della risurrezione di Cristo, il quale può essere definito l'epifania di Dio e la parabola dell'uomo.