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L'esempio di Silvio Trentin. Scritti 1954-1991 Bobbio Norberto Impagliazzo P. (Cur.) Polito P. (Cur.) - Firenze University Press, 2020 - Carte Studi E Opere. Centro Trentin
"Come scrive Norberto Bobbio in uno dei saggi compresi in questo libro, Silvio Trentin è stato una figura eccezionale di uomo di studi e d'azione, che non dissocia mai l'impegno dello studioso da quello del militante, per il quale, riprendendo i titoli dei due famosi saggi di Max Weber, tanto la scuola quanto la politica sono insieme, e non disgiuntamente, una professione e una vocazione. Non disgiuntamente, e però non confuse. Trentin sapeva perfettamente dare al-la scienza quel che è della scienza e alla politica quel che è della politica. In questo senso Trentin è stato e rimane un esempio. Un «esempio d'indipendenza di pensiero, di energia morale indomabile, d'alta virtù civica, di fedeltà, senza compromessi né riserve, al puro ideale del diritto» (François Gény); un «esempio che si rivelò così necessario per far vivere la speranza nelle ore buie della guerra e dell'occupazione» ( Jean-Pier-re Vernant); «un esempio che ancora continua a ispirare i socialisti che amano la libertà» (Frank Rosengarten). La ragione fondamentale per cui Trentin è un esempio che ci parla ancora, per Bobbio, è che egli ha impersonato perfettamente con la vita e con il pensiero la concezione della politica come volontà di giustizia contrapposta alla volontà di dominio". Dall'introduzione di Pietro Polito.
Una famiglia in esilio. I Trentin nell'antifascismo europeo Sbordone G. (Cur.) - Cierre Edizioni, 2019
«I Trentin sono un pugno in un occhio - scrive Mario Isnenghi - nell'occhio di tutti gli altri»: l'intransigenza della scelta antifascista e l'indisponibilità ai compromessi di questa famiglia veneta sembrano cioè rimarcare, per contrasto, le mediocrità e le pavidità altrui, nell'Italia degli anni Venti. Silvio Trentin fu tra i primissimi cattedratici italiani a rifiutare il processo di fascistizzazione dell'università decidendo, già all'inizio del 1926, di abbandonare non solo l'insegnamento ma lo stesso suolo di una patria per cui, pochi anni prima, aveva con entusiasmo rischiato la vita. Per Silvio, la moglie Beppa e i piccoli Giorgio e Franca cominciava così un esilio che durerà più di 17 anni. Non più solo italiani e mai del tutto francesi, i Trentin assunsero dunque i tratti di una famiglia "europea", impegnata in una lotta per la democrazia senza confini nazionali. Nella ricorrenza del centenario della nascita di Franca Trentin, viene pubblicato il catalogo della mostra che ricostruisce questa vicenda corale facendo principalmente ricorso al ricco archivio fotografico che la stessa Franca ha lasciato loro in eredità.