Libri di Francesco Branchina
Bibliografia di Francesco Branchina: tutti i libri in vendita online con argomento S
Il paganesimo di Gesù Branchina Francesco - Simple, 2012
Con questo saggio l'autore riprende e circolarmente conclude una ricerca storica - iniziata con il suo primo lavoro, "Perché le origini dell'Europa non possono dirsi giudaico-cristiane" - dalla quale emerge prepotentemente un Occidente protagonista del proprio destino storico e religioso. Ogni debito culturale nei confronti dell'Oriente, ritenuto patria di ogni sapere, secondo l'ormai abusato motto "Ex oriente lux", viene demolito attraverso un'audace denudazione storica che, asportando velo dopo velo, mostra forme mai prima d'ora immaginate. Nel testo la Mesopotamia rimane sì centro di diffusione a vasto raggio di civiltà, ma da essa trasmessa come riverbero di un sapere ancora più antico, proveniente da altre coordinate geografiche. L'influenza mesopotamica sulla Palestina, che inizia con il famoso viaggio di Abramo da Ur, è il risultato di una visione del mondo scaturita da un sapere primordiale dimenticato ed ancora oggetto di ricerca al tempo di Gesù. Questi, interprete e catalizzatore della civiltà e della religiosità primordiale e occidentale, nel saggio giganteggia, ma fuori da ogni canone tradizionale unilateralmente o univocamente inteso.
Dalla Skania alla S(i)kania. Le grandi migrazioni proto-germaniche Branchina Francesco - Simple, 2011
La vita dell'uomo è attraversata da due potenti forze: una conduce verso il passato, nell'incessante ricerca umana delle proprie radici, l'altra ci proietta verso il futuro, in una volontà di conquiste incessanti su tutti gli ordini possibili, da quello tecnologico a quello culturale e metafisico. Crediamo che dalla prima forza, quella che guarda indietro, le civiltà possano trarre la linfa vitale di un'etica capace di irrobustire il tronco originatosi dal loro inarrestabile procedere. La maggior vetustà di una stirpe rispetto ad un'altra, come vuole Erodoto, ne contrassegna pure la nobiltà. Ai posteri tocca il compito di perdurare i valori affinché continuino immutati, ininterrotti e vincenti, pena la scomparsa del popolo che su quei valori si regge come un architrave su una colonna.
Perché le origini dell'Europa non possono dirsi giudaico-cristiane Branchina Francesco - Gruppo Albatros Il Filo, 2008 - Nuove Voci
Già nella premessa è chiaro come Francesco Branchina abbia inteso richiamare genuinamente la vera radice dello spirito di quella Roma che conquistò il mondo. Gli elementi giudaicocristiani sono da considerare infiltrati e se l'elemento semita è sì presente in Europa, non ne rappresenta il nervo centrale, ancora rinvenibile in quello greco-romano-germanico, risentito anche nello scorso secolo. Un discorso più storico che teologico, ma che scopre la grossa differenziazione tra i due spiriti religiosi: il giudeo-cristiano fece scendere dio fra gli uomini, il Romano volle salire fino agli dei. Ma l'uomo cristiano incerto e debole subentrato a quello forte e sicuro dell'antica Roma non ha mutato le cose. Dalla fondazione di Roma ai giorni nostri, la romanità diviene la parte integrante del dna dell'Europa nascente e il ruolo del cristianesimo è stato quello di custode di tradizioni, lingua, gerarchia, templi, festività e cerimonie.