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Renata Boero. Teleri. Ediz. illustrata Coen V. (Cur.) Pascucci G. (Cur.) - Sagep, 2025 - Sagep Cataloghi
I Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi a Macerata ospitano, dal 4 giugno al 9 novembre 2025, una delle principali mostre dell'anno: Renata Boero. Teleri, a cura di Vittoria Coen e Giuliana Pascucci. In esposizione, una selezione di opere monumentali realizzate tra la metà degli anni Settanta e i primi anni Duemila, che mettono in evidenza l'evoluzione della ricerca pittorica dell'artista. L'esposizione ripercorre il cammino artistico di Renata Boero, una delle figure più significative dell'arte femminile del secondo Novecento, attraverso cicli pittorici che indagano le potenzialità dei pigmenti naturali. Renata Boero nasce a Genova nel 1936. Dopo aver trascorso l'infanzia a Torino e studiato all'estero, si trasferisce a Genova, dove intraprende il Liceo Artistico e diventa allieva di Emilio Scanavino. Esordisce giovanissima, partecipando alla Quadriennale di Roma nel 1959, e continua la sua carriera con un percorso costellato di mostre internazionali [...] Boero è stata invitata a cinque Biennali di Venezia e ha partecipato a numerose esposizioni in Italia e all'estero, mantenendo una presenza costante sulla scena artistica internazionale.
Renata Boero - Casa Del Mantegna, 1992 - I Cataloghi Delle Mostre
Renata Boero - Casa del Mantegna
Renata Boero. Ediz. italiana e inglese Pasquali M. (Cur.) - Carlo Cambi Editore, 2011
Renata Boero, artista di grande spessore a cui sono state dedicate pagine importanti, ha realizzato negli anni molti cicli pittorici di rilievo dagli Specchi ai Blu di legno, dai Bianchi agli Enigmi, dalle Architetture ai Crani, dagli Acquerelli di San Diego alle Germinazioni - tutti tenuti in equilibrio sul filo sottile della ricerca, sul crinale impervio della sperimentazione. L'intelaiatura portante del suo lavoro, quella che può essere definita la grammatica della sua pittura, che tutti i critici ed estimatori le riconoscono, è rappresentata dai Cromogrammi, opere realizzate a partire dal 1970 e sempre presenti nel suo lavoro. Un'invenzione pittorica mai superata né conclusa per la pienezza semantica e le infinite potenzialità combinatorie che racchiude, prezioso vaso di Pandora da cui l'artista lascia scaturire con saggezza, un poco alla volta, lampi, echi, assaggi, perle, profumi. Ciò che si percepisce immediatamente è la qualità sinestetica di queste tele che ancor oggi, a distanza di tanti anni, profumano di terra e di natura.