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Il corvo, la polenta e la margarina. Antonio Giuriolo personaggio-uomo Cavaglion Alberto - Ronzani Editore, 2024 - Lezioni Giuriolo
«Credo che di maestri di simile tempra ce ne siano stati in ogni parte d'Italia pochi bensì, ma non pochissimi. Dietro a ogni gruppo di studenti partigiani o resistenti si sente (qualche volta si sa) che ce n'è stato uno; e penso che sarebbe importante studiarli, ricostruire bene la loro cultura, riconoscere le loro scelte, l'origine e la tempra del loro non-conformismo, rintracciare la storia delle loro libere scuole e gli effetti della loro influenza». Un maestro di simile tempra, Antonio Giuriolo, è al centro di questa lezione che affronta una questione centrale nella letteratura italiana del Novecento: il nesso fra l'uomo e il personaggio-uomo. Nel nostro caso lo sdoppiamento è tra l'uomo Antonio Giuriolo, che in pubbliche commemorazioni Luigi Meneghello evocherà nel dopoguerra e Toni, "l'apostolo laico", il protagonista dei Piccoli maestri. Quando entra in scena, ci appare come "una specie di santo laico". "Così dev'essere stato per i primi cristiani quando gli arrivava un apostolo in casa", scrive Meneghello. Questo saggio ripercorre a ritroso l'itinerario di una formazione culturale che riserva non poche sorprese. Dagli anfratti, dalle fenditure della roccia, dalla "guerra per bande" spunta infatti, non solo Simonetta, ma, a sorpresa, accanto a lei, Renan e Omodeo, la teoria del comico di Bergson e, del tutto inattesa, la Tebaide del Beato Angelico, con l'immagine del corvo che ai discepoli di Toni portò in dono la polenta e la margarina.
Pensare la libertà. I quaderni di Antonio Giuriolo Camurri R. (Cur.) - Marsilio, 2016 - Saggi
Scritti con ogni probabilità nell'arco di tempo compreso tra il 1936 e i primi anni quaranta, i testi qui pubblicati costituiscono una selezione ragionata dei materiali confluiti in 47 quaderni, contenenti alcune pagine di un diario personale, articoli, appunti, recensioni di libri, fogli sparsi. Essi custodiscono molti segreti della formazione culturale e politica di Antonio Giuriolo e ci svelano a oltre settant'anni dalla sua morte le tappe di questo percorso a lungo avvolto nel mistero. Il passaggio cruciale del suo percorso di autoformazione che nel giro di pochi anni lo vede passare dallo studio all'antifascismo culturale e poi alla Resistenza è il distacco dai mondi in cui era cresciuto e da tutto quello che aveva a che fare con la retorica del regime fascista. Giuriolo sceglie volutamente la condizione di esule in patria, una condizione che è prima di tutto una dimensione interiore, cercata e praticata come una sorta di secessione dell'anima. Una scelta che in quegli anni pochissimi mettono in pratica, decidendo di non abbandonare la propria patria ma dimettendosi da essa e dedicandosi totalmente alla costruzione politica di una patria altra, quella da edificare dopo la sconfitta del tiranno. La scrittura diventa, quindi, una forma di raccoglimento interiore che prepara il passaggio alla lotta politica. Ecco perché attraverso queste carte la misteriosa figura di Antonio Giuriolo acquista una precisa fisionomia intellettuale.
Antonio Giuriolo e il «partito della democrazia» Camurri R. (Cur.) - Cierre Edizioni, 2008 - Nord Est. Nuova Serie
Antonio Giuriolo e il «partito della democrazia» - Cierre edizioni