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Luigi Poiaghi. Se mi cerchi Spadoni Claudio - Pazzini, 2022 - Fotografia
L'ultima apparizione di Luigi Poiaghi sulla scena espositiva riminese risale al 2013 in occasione della rassegna annuale divenuta "Foto d'autunno". Ritratto per assenza era il titolo della mostra composta da fotografie in bianco e nero, chiaroscuri introspettivi calati nei meandri della vita e della memoria. A Rimini Poiaghi aveva esposto altre volte. Nel 2010 alla Galleria dell'immagine aveva presentato la mostra Colori; Ricerche artistiche nel secondo Novecento tenutasi al Museo della Città. Ben si addiceva al creatore dell'Angelo coi baffi, l'opera realizzata per la ex chiesetta dei Caduti di Pennabilli, "il museo con un'opera sola", nato dal sodalizio fertile e poetico con Tonino Guerra.
Luigi Paoiaghi. Ritratto per assenza. Ediz. illustrata Bicocchi S. (Cur.) Gattinoni C. (Cur.) Lappi R. (Cur.) - Pazzini, 2012 - Fotografia
Luigi Poiaghi, di nascita lombardo e romagnolo d'adozione, di certo trova nei fermenti di creatività artistica della Milano del '68 quello spirito di ricerca che pone il suo fare arte in un continuo errare, molto in sintonia col motto della beat generation "il fine del viaggio è viaggiare" che fu l'inconsapevole radice del pensiero dei giovani della Contestazione. Il suo errare è stato, ed è, più che nello spazio esteriore in quello interiore del suo essere. Egli è scultore e pittore di natura introspettiva, animato nel fare da forte sensibilità artistica che lo porta a realizzare opere misteriose perché con delicatezza svelano profondi sentimenti dell'animo umano.
Luigi Poiaghi. Da da pensare. Ediz. illustrata Cesari L. (Cur.) Pulini M. (Cur.) Spadoni C. (Cur.) - Pazzini, 2019 - Fotografia
Verucchio ricorda Luigi Poiaghi nel Primo Anniversario dalla scomparsa. Contributi critici di Claudio Spadoni, Massimo Pulini, Luca Cesari. "È parsa l'esistenza di Luigi Poiaghi un'esile fibra, un sottilissimo filo appeso a una nube......In realtà non si trattava di esilità ma di una delle personalità più ricche e toccanti, anche se sperdute per la rotta segreta, per il fremito d'aria, per il diaframma vago e volante frapposto fra lui e gli altri. Un tenacissimo pittore tutto in equilibrio con la sua ombra di nulla, anche se decideva di apparire per scelta o saltuariamente. Scontroso al mondo dell'arte celato per non dir murato dentro la sua ferrea armatura di finezze, di segni, di parole, Poiaghi, io credo, scamperà alla decimazione temporale. Quei suoi segni erano (sono) accasati nel sentimento della poesia e restano nell'aria che li ha portati come la libertà di una figura senza ancoraggi, se non messaggi incrociati e schivi che sono entrati per un nulla di vita vissuta, nel bianco buddismo visivo che li ha generati." (Luca Cesari)