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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online con argomento Cavalcanti Guido
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- 9791256213108 Stato avanzato
- 9791223274248 Pompei. Una città romana
- 9791222329338 Lo straordinario viaggio dell'I Ching
- 9788899029821 Le identità
- 9788894710007 Antonio Mancini nella collezione del Museo dell'Ottocento. Ediz. illustrata
- 9788892786165 Lamine Yamal
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- 9788868516949 Il giro d'Europa in aereo
- 9788868027254 La rivoluzione cubana. Le origini del socialismo latinoamericano. Nuova ediz.
- 9788867185214 La dichiarazione dell'Avana
Appartenenze metriche ed esegesi. Dante, Cavalcanti, Guittone Calenda Corrado - Bibliopolis, 1995 - Saggi Bibliopolis
Appartenenze metriche ed esegesi. Dante, Cavalcanti, Guittone - Bibliopolis
Per altezza d'ingegno. Saggio su Guido Cavalcanti Calenda Corrado - Liguori, 1976
Per altezza d'ingegno. Saggio su Guido Cavalcanti - Liguori
Dante contro Cavalcanti. «Ortodossia» e «miscredenza» nella temperie politico-dottrinale e letteraria del loro tempo Catalfamo Antonio - Solfanelli, 2019 - Athenaeum
Gianfranco Contini ha scritto che l'«ombra» di Dante è presente in tutta l'opera di Guido Cavalcanti, ben oltre gli anni della comune esperienza stilnovista, nei quali il «sommo poeta» considerò l'«ottimo filosofo naturale» (secondo la felice definizione di Boccaccio) suo «primo amico», per distaccarsene successivamente. Sulla scia del grande filologo, la critica ha visto sempre Cavalcanti in funzione di Dante, collocandolo qualche gradino al di sotto di lui, dal punto di vista del valore artistico. Ma Antonio Gramsci, in alcune pagine veramente pregnanti dei Quaderni del carcere, ha creato le premesse per valutare Cavalcanti in tutta la sua grandezza, come massimo rappresentante dell'«eresia» comunale, anticipatore dell'«umanesimo laico», affermatosi nei secoli successivi, con proiezioni fino ai nostri giorni. Il presente volume si propone di rappresentare senza reticenze lo scontro che oppose Dante e Cavalcanti, portatori di due concezioni della vita e dell'arte assolutamente inconciliabili, fondate rispettivamente sull'«ortodossia» cristiana e sulla «miscredenza», che sfociarono in una lotta senza esclusioni di colpi, al di là delle forme apparenti della «cortesia» medievale, che rende realistica l'ipotesi che il «sommo poeta», come priore, abbia decretato la condanna all'esilio sarzanese dell'ex «primo amico» e la conseguente morte per malaria, causata dall'insalubrità dei luoghi, non per ossequio alla «ragion di Stato», ma per un atto di rivincita.