Libri di Cur Cagianelli
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- 9791257560027 Lettere da Endenich
- 9783836591676 Scott Schuman. The sartorialist. India. Ediz. inglese
Il sorriso lieve del paesaggio toscano. Christine Oswalt Pesacatori. Opere (1975-2009). Catalogo della mostra (Pisa, 7-24 novembre 2014). Ediz. illustrata Cagianelli C. (Cur.) - Edizioni Ets, 2014
I piaceri semplici sono la ragione più intima e profonda del sorriso delle persone complicate, come Chistine Oswalt Pescatori, a cui la vita ha dato tanto e non ha mai risparmiato niente, ma che continua a sorridere e il suo sorriso, lieve, si riflette nei paesaggi che dipinge. La visione del paesaggio toscano di Christine Oswalt Pescatori è una visione intrisa, consustanziata, di reminiscenze letterarie e artistiche che rimandano alla tradizione più alta, da una parte Dante, dall'altra la pittura di paesaggio ottocentesca. Una visione colta e raffinata, ma anche fortemente emozionale e sentimentale, che si fa lirica. Questa visione è affidata ai colori, soprattutto l'azzurro, il verde, il marrone e l'ocra, in tutte le loro sfumature, stesi in brevi, dense pennellate, che non vogliono delineare forme precise, ma restituire emozioni, sensazioni intense e avvolgenti.
Il Palazzo dell'Arcivescovado Cagianelli C. (Cur.) - Edizioni Ets, 2021
Certamente uno dei luoghi più importanti della città, sia per il suo ruolo politico e religioso, sia per il suo significato artistico e culturale, il Palazzo Arcivescovile domina da oltre mille anni il panorama urbanistico e architettonico di Pisa in un intimo e fisico rapporto con la Cattedrale e i monumenti che le sono attorno. Documentato fin dagli anni prima del Mille presso la Chiesa di San Giorgio de Ponte, non più esistente da quando nel secondo Quattrocento venne realizzato il monumentale palazzo voluto dall'Arcivescovo Filippo de' Medici, l'edificio attuale è il risultato di oltre seicentocinquanta anni di interventi che gli hanno conferito il carattere di luogo imprescindibile dell'identità pisana e di assoluto scrigno d'arte. A distanza di oltre venti anni dai volumi che raccoglievano le ricerche compiute da monsignor Waldo Dolfi in anni di silenzioso lavoro in archivi e nelle stanze dell'edificio, questo libro offre ora una lettura del Palazzo dell'Arcivescovado dalle origini ad oggi attraverso prospettive diverse.
Déco. Arte in Italia 1919-1939. Catalogo della mostra (Rovigo, 31 gennaio-28 giugno 2009). Ediz. illustrata Cagianelli F. (Cur.) Matteoni D. (Cur.) - Silvana, 2009 -
Tra le diverse tendenze che sottesero all'alba degli anni venti quel complesso fenomeno di elaborazione di uno stile moderno, che trovò l'esito più eclatante nell'ambito delle Biennali di Monza, dominano inflessioni decorative e nuove sintesi. Momento caratterizzante della stagione déco resta quella tendenza orientaleggiante, e più genericamente esotica, che da Bisanzio a Murano, dall'Africa a Tahiti, converge verso dettati geometrici pervasi di cromatismi squillanti ed elementari. Sul tragitto da Venezia a Bisanzio ci si imbatte nel rarefatto e lussureggiante universo esotico di uno dei maggiori interpreti del gusto bizantineggiante in Italia, Vittorio Zecchin, le cui enigmatiche creature femminili riecheggiano analoghi motivi decorativi, intarsiati finemente sulle seriche superfici di arazzi e ricami. Intorno alla ricerca di una semplificazione geometrica si radunano gli sforzi futuristi, in alcuni casi con esiti non programmatici, ma semplicemente come riflessione sulle possibilità espressive scaturite dai nuovi ritmi dinamici, da Balla a Prampolini, da Fillia a Depero. La severità del déco conduce alle più calibrate e austere zone linguistiche di un Novecento sensibile alla tradizione classica dove Felice Casorati adombra soluzioni metafisiche, Mario sironi prospetta esiti monumentali e Massimo Campigli occhieggia a sintesi primordiali.