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Bibliografia di Chia: tutti i libri in vendita online con argomento Foscolo Ugo
La vita di Ugo Foscolo Chiarini Giuseppe - Vecchiarelli, 1989 - Memoria Bibliografica
La vita di Ugo Foscolo - Vecchiarelli
La scuola di Cesarotti e gli esordi del giovane Foscolo Chiancone Claudio - Edizioni Ets, 2013 - Letteratura Italiana
Cesarotti e Foscolo, il maestro e il discepolo. In fondo si somigliavano. Per questo si amarono e temettero così tanto. Entrambi figli dell'irrequietezza, cresciuti nel medesimo bisogno di amore, teste calde dal cuore d'oro, avevano cercato nei libri, nella contemplazione della natura, negli affetti semplici la loro consolazione. Ma mezzo secolo li separava: una voragine, in un'epoca di accelerazioni improvvise e di eventi inusitati, che anelava a un mondo nuovo. Nel giovane Foscolo, l'anziano Cesarotti rivide la sua giovinezza battagliera e da tempo sopita: volle dargli affetto ma qualcosa lo frenò; tentò di contenere nell'argine del proprio magistero quel fiume in piena, ma non poté. Provò a moderarlo inviluppandolo nello stile e nella liturgia ossianica, malinconica e consolatrice del suo cenacolo, ma non vi riuscì perché quel ragazzo aveva già imboccato un'altra strada. Aveva funzionato con tutti gli allievi prediletti: con Gaudenzi e Greatti, con Bondoli ed Olivi, con Pieri, Barbieri e Viviani. Ma con Foscolo no, e fu rottura. La sola, irreparabile rottura della "famiglia" cesarottiana. Basato su una vasta documentazione inedita, il presente saggio ripercorre la vita del Cesarotti e gli anni giovanili del Foscolo, mostrando quanto profondamente la frequentazione dell'illustre maestro, e della sua scuola padovana, abbia marcato l'ingegno e le prime produzioni dell'irrequieto poeta greco-veneto. Fino al fatidico 1797.
Foscolo a Milano Acchiappati Gianfranco - Luni Editrice, 2026 - Il Sogno Di Gutenberg
Con "Foscolo a Milano", Gianfranco Acchiappati ci consegna un'immagine del poeta delle Ultime lettere di Iacopo Ortis e dei Sepolcri tratteggiata come quella di un essere umano complesso, ardente, vulnerabile, colto nella tensione continua fra impulso e misura, grandezza e fragilità: un Foscolo irrequieto, quasi febbrile, incline alle improvvise impennate dell'orgoglio e alle precipitose ritirate dell'amarezza; capace di entusiasmi travolgenti e, nel giro di poche ore, di repentine disillusioni, dominato da una sensibilità eccessiva che amplifica ogni offesa, ogni slancio, ogni timore e che proprio in quella sproporzione trova la sorgente della sua energia creativa. Acchiappati osserva tutto con pazienza da naturalista e affetto d'ammiratore: registra la tendenza a teatralizzare ogni emozione; ricostruisce il suo narcisismo ferito, le fiammate d'orgoglio che lo spingono ad abbandonare incarichi e città nel giro di una notte; annota con scrupolo i momenti di malinconica vulnerabilità quando la sua fierezza, perennemente in allerta, si incrina in cerca di protezione presso patrizi generosi, amiche colte o salotti benevoli. Ma emerge anche il Foscolo segreto, umano, lo studioso e scrittore: ore febbrili di lavoro frenate all'improvviso da accessi di scoramento, riprese impetuose, cui seguivano altrettanto repentini abbandoni, in un'altalena emotiva che pare riflettere fedelmente il suo destino. Quasi si sentono i passi di Foscolo per le strade di Milano, avido dei molti piaceri che questa città seppe offrirgli, ma che ostinatamente fu portato a detestare in modo viscerale, al punto di ribattezzarla Paneropoli, maledicendone spesso il clima, avaro di luce, tacciandone di eccessiva e torpida dabbenaggine gli abitanti: una ambivalenza tanto emblematica da poter essere elevata a sigillo stesso di quella insanabile frizione che legò il poeta alla sua epoca e che trovò, proprio nella stagione milanese, la sua più alta, inquieta e feconda espressione. Ed è questo, uno dei maggiori pregi del libro: mostrarci un Foscolo che non solo si studia, ma si riconosce, nel quale si può scorgere, insieme alla statura del poeta, il tremito dell'uomo restituito nella sua verità più immediata e carnale. Il volume è impreziosito da una introduzione di Giovanni Biancardi, grande studioso di Foscolo.