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- 9788872859711 L'orbanismo. Anatomia di un sistema
L'Ungheria di Orban. Rigurgiti nazionalisti e derive autoritarie Congiu Massimo - Futura Editrice, 2014 - Materiali
Il governo conservatore di Orbàn, al potere dal 2010, rappresenta una preoccupazione per le istituzioni europee. Il primo gennaio del 2012 sono entrate in vigore una nuova Costituzione di stampo nazionalista, conservatore e autoritario e una legge sulla stampa che ha portato all'istituzione di un organo preposto alla gestione e al controllo dell'informazione e che prevede regole molto severe che vengono fatte rispettare con la minaccia di multe pesanti e chiusura di testate. A marzo sono stati approvati diversi emendamenti alla Costituzione che hanno sollevato le critiche delle istituzioni europee le quali temono per il rispetto dei diritti fondamentali in Ungheria. Molto critici, su questi aspetti, i rapporti di Human Rights Watch e della Commissione di Venezia. Il Codice del Lavoro è stato modificato in senso favorevole ai datori di lavoro e sfavorevole ai lavoratori dipendenti e il malcontento nel Paese è palpabile anche se Orbàn è riuscito a presentarsi come difensore degli interessi nazionali e continua ad avere in patria numerosi sostenitori. Secondo molti esperti l'atteggiamento del primo ministro magiaro ha contribuito in modo significativo al risultato di una recente inchiesta che mette in luce un aumento dell'ostilità o dello scetticismo degli ungheresi nei confronti della UE. È vero che questo fenomeno e il problema dei rigurgiti nazionalisti non riguardano solo l'Ungheria, ma è anche vero che Orbàn sembra voler guidare "la lotta per la libertà"...
Un decennio cruciale. L'Ungheria dal secondo dopoguerra al 1956 Congiu Massimo - Sedizioni, 2011 -
L'Ungheria esce pesantemente sconfitta dalla Seconda guerra mondiale e necessita un'opera di ricostruzione materiale e morale. Alla fine degli anni Quaranta i comunisti prendono il potere e il paese entra a tutti gli effetti nella sfera di influenza dell'Unione Sovietica. I governanti dell'epoca le impongono dei cambiamenti radicali. Rákosi, che impersona il nuovo sistema di potere, applica una politica di indirizzo staliniano basata sul potenziamento dell'industria pesante e sulla collettivizzazione forzata delle terre. Scatena inoltre una repressione sanguinosa nei confronti di coloro i quali vengono indicati come nemici del regime; essa contribuisce in modo determinante a creare lo stato di esasperazione che caratterizza il paese in quel periodo. Gli anni compresi fra il 1953 e il 1955 coincidono con un breve periodo di distensione ad opera di Imre Nagy la cui attività di primo ministro è volta alla democratizzazione della vita politica del paese. La sua momentanea caduta sarà seguita da una fase di restaurazione stalinista che fornirà gli argomenti decisivi alla sollevazione dell'ottobre del 1956 e avrà in Imre Nagy la sua figura simbolica.