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Un cuore in palcoscenico. La famiglia, le passioni, i ricordi, Napoli: un uomo di teatro si racconta De Filippo Luigi - Mursia, 2010 - Diari E Memorie
Luigi De Filippo ripercorre, in queste pagine, la storia della famiglia che ha rivoluzionato il teatro italiano: ricorda il padre Peppino, amato dal grande pubblico per la sua comicità dirompente e spontanea, lo zio Eduardo, capace di portare in scena le mille sfaccettature dell'animo umano, e la zia Titina, memorabile interprete di Filumena Marturano. Ma racconta anche della sua Napoli, città mai dimenticata e inesauribile fonte d'ispirazione, dell'amata madre Adele Carloni, dei personaggi illustri che, negli anni, hanno accompagnato il percorso della famiglia: Pirandello, Fellini, Camilleri, De Sica, il grande Totò. Un insieme di storie inesorabilmente legate le une alle altre, storie di uomini, attori e scrittori che conducono a un'unica, grande, storia: quella del teatro italiano.
Eduardo e Pirandello. Una questione «familiare» nella drammaturgia italiana Tomasello Dario - Carocci, 2014 - Lingue E Letterature Carocci
Sul discrimine pericoloso, rappresentato dal teatro come pratica, si gioca questa monografia che legge Eduardo De Filippo - in occasione del trentennale della morte - in filigrana, attraverso l'esempio pirandelliano. Inopinatamente, tuttavia, si potrebbe dire anche il contrario: come non sia possibile leggere, in molti casi, Pirandello, se non a posteriori e, in particolare, attraverso l'esempio di Eduardo. La genealogia Pirandello-Eduardo, familiare nel senso anche di "consuetudinaria" (con tutti i rischi connessi a una lettura "pigra" di ciò che sembra costantemente, nonché grossolanamente, sotto i nostri occhi), si muove spesso sul terreno insidioso e affascinante di un altrove non precisato, basandosi sulle ragioni della morte più che su quelle della vita. La morte che interviene come campitura privilegiata dell'ultimo discorso di Eduardo: il discorso sul "gelo" di quelle "abitudini teatrali" inscritte dentro il blasone della tradizione italiana e, in particolare, dentro la "crudeltà" del costume attoriale del maggiore dei De Filippo.