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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online con argomento Ozpetek Ferzan
Divergenze in celluloide. Colore, migrazione e identità nei film gay di Ferzan Özpetek Calabretta-Sajder Ryan - Mimesis, 2016 - Mimesis-Cinema
In questo volume viene esaminata la produzione cinematografica di Ferzan Özpetek per quanto concerne le tematiche del colore, dell'identità sessuale e della migrazione. Viene delineata una definizione della teoria queer per poi applicarla ai film diretti da Özpetek seguendo i temi conduttori della famiglia, della memoria e del cibo. Özpetek viene presentato come un regista "italiano" contemporaneo, sottolineando come egli non abbia più l'accento" turco di cui parla Hamid Naficy, e come anzi i suoi film servano a commentare la società italiana contemporanea in rapida trasformazione.
Ferzan Ozpetek. Ad occhi aperti. Ediz. italiana e inglese Delli Colli L. (Cur.) - Mondadori Electa, 2008
Nato a Istanbul nel 1959 da padre costruttore e una madre amante dell'arte, a neanche vent'anni Ferzan Ozpetek si trasferisce a Roma per iscriversi all'università, qui scopre il cinema e il mondo dello spettacolo e frequenta l'Accademia d'arte drammatica di Silvio D'Amico, approdando dopo quattro anni di vita romana su un vero set cinematografico. È l'inizio di una ricca carriera. In tutti questi anni ha lavorato con personaggi del calibro di Tognazzi, Petri, Nuti, Risi, attori come Alessandro Gassman, Margherita Buy, Raul Bova, Giovanna Mezzogiorno, Isabella Ferrari. Il suo ultimo film, presentato in concorso a Venezia alla 65esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica del 2008, è "Un giorno perfetto", con Stefania Sandrelli, tratto dal romanzo di Melania Mazzucco. "Ferzan Ozpetek è un uomo senza età. Ha la disponibilità, lo stupore, l'entusiasmo di un bambino e insieme la profondità, l'istinto, la serietà di un saggio. Ha uno sguardo pungente, intelligente, sensibile, consapevole, come a scusarsi di guardarti perché ha capito subito tutto di te. Uno sguardo sicuro. Puro e potente e, insieme, dolce. Uno sguardo fatale, disarmante, che quando lo incontri sai che dovrai consegnarti a lui." (Stefania Sandrelli)