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Diario di una segreta simmetria. Sabina Spielrein tra Freud e Jung libro
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LIBRO   9788834006443

Diario di una segreta simmetria. Sabina Spielrein tra Freud e Jung Carotenuto Aldo   -  Astrolabio Ubaldini, 1999  -  Psiche E Coscienza

A distanza di quasi vent'anni dalla sua prima edizione questo libro non ha smesso di suscitare interesse e curiosità negli studiosi come nel pubblico comune e nel mondo dello spettacolo. Esso infatti ha rivelato per la prima volta un episodio estremamente significativo della storia del movimento psicoanalitico, un episodio che è al tempo stesso una vicenda umana complessa e appassionante in cui si intrecciano una guarigione analitica, un'avventura spirituale, l'esplosione di un amore impossibile, la nascita di alcune grandi idee del nostro secolo, tutto all'interno di un triangolo i cui vertici simmetrici sono costituiti da Sigmund Freud, Carl Gustav Jung e Sabina Spielrein. La ricostruzione di questo pezzo di storia ha avuto una straordinaria risonanza a livello internazionale, al punto che non c'è articolo o libro di storia della psicoanalisi che da allora non citi il lavoro di Carotenuto. La discussione del caso è stata ripresa dai maggiori studiosi e psicoanalisti e le traduzioni in molte lingue, oltre alla sua messa in scena teatrale negli Stati Uniti, sono un indizio dell'impatto che questo libro ha avuto anche sul pubblico non specialista. Questa seconda edizione, oltre a correggere alcuni errori, si avvale dei risultati di nuove ricerche, e include le lettere di Sigmund Freud a Sabina Spielrein e un'introduzione di Bruno Bettelheim.

€ 21.00 € 19.95
LIBRO   9788898697182

La memoria recuperata. Sabina Spielrein donna e psichiatra. Uno studio di psicologia dell'arte in margine a una pièce di Maria Inversi De Meo Iole   -  Stamen, 2014  -  Dissertazioni

L'attrice e drammaturga Maria Inversi, in un'opera teatrale dedicata a Sabina Spielrein, celebre protagonista di uno dei più inquietanti triangoli nella storia della psicoanalisi, mette in scena due personaggi: la donna adulta e l'adolescente Sabina. è quest'ultima che racconta la propria vita, speditamente e con lucidità. Nella lontananza della memoria, affiora l'immagine di una bambina che gioca con piccole bambole di creta, oggetti cui cerca di dar vita raccontandosi: è la giovane paziente di cui Jung si innamorerà, la stessa che intreccerà poi anche un ambiguo ed essenziale rapporto con Freud. Teatro e psicoanalisi: la scommessa è quella di rovesciare le posizioni e ristabilire una partizione di corpi e di parole, concentrando l'attenzione sulla protagonista. La storia si mostra sulla scena in tutta la sua potenza evocativa, riconsegnandoci uno straordinario personaggio femminile, una figura esemplare del suo tempo. Una complessa biografia la cui articolata trama, questo piccolo libro, a partire da una pièce, tenta di ricostruire.

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Freud, Jung, Sabina Spielrein e «la faccenda nazionale ebraica» libro
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LIBRO   9788833945286

Freud, Jung, Sabina Spielrein e «la faccenda nazionale ebraica» Meghnagi David   -  Bollati Boringhieri, 2025  -  Saggi

È il 1913 quando si consuma la rottura definitiva tra Carl Gustav Jung e Sigmund Freud. Sopra le dispute teoriche che dividono i due psicoanalisti, legati da un rapporto amicale oltre che professionale, aleggia l'ombra della delicata «questione razziale». Freud - ateo convinto, severo critico di ogni religione - si riconosce profondamente nella tradizione dell'ebraismo. Teme però che la psicoanalisi venga percepita come una «faccenda nazionale ebraica», e cerca alleati che le diano respiro oltre i confini di quella comunità. Anche per questo apre a Jung, non ebreo, che nel 1910 diventa così presidente dell'Associazione psicoanalitica internazionale. Ma l'«erede designato» per lo sviluppo del movimento porta con sé un inquietante bagaglio di opinioni sull'ebraismo, frutto di un nodo irrisolto nel pensiero e nella cultura: per lui l'ebreo apparterrebbe a una psicologia altra, segno di una differenza radicata nella «razza», e le sue convinzioni finiscono per alimentare pregiudizi e stereotipi antisemiti. Lo scontro con Freud è inevitabile. «La frattura del movimento psicoanalitico», scrive David Meghnagi, «coinvolse poche decine di persone. Divenne però lo specchio di una tragedia più grande», un clima d'odio che l'ascesa al potere del nazismo avrebbe portato alle estreme conseguenze. In mezzo a questa frattura si colloca Sabina Spielrein, figura ponte tra i due maestri: paziente e amante di Jung, viene in seguito accolta da Freud nel gruppo viennese. Il suo Diario testimonia un'esperienza ambivalente, sospesa tra riconoscimento intellettuale e marginalizzazione, tra appartenenza al movimento e resistenza ai suoi paternalismi. Nel racconto dell'autore, attraverso i carteggi con Jung e Freud, prendono corpo le voci di colleghi come Sándor Ferenczi, Karl Abraham, Ernest Jones e soprattutto Erich Neumann - tra i più originali allievi di Jung, del quale criticherà apertamente le posizioni antisemite e l'iniziale collusione morale con il nazismo. Si ricostruisce così un quadro complesso: non solo lo scontro umano tra due amici, ma le profonde contraddizioni culturali e intellettuali di un'Europa davanti all'abisso.

€ 20.00 € 19.00