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Sistemi di pensiero. Michel Foucault al Collège de France D'alessandro Ruggero - Mimesis, 2016 - Eterotopie
Dal 1970 all'84 Michel Foucault insegna presso la più prestigiosa istituzione accademica e culturale francese: il parigino Collège de France. È la preziosa occasione per lo storico e filosofo di presentare (come tradizione nell'istituto fondato ai primi del XVI secolo da Francesco I) lo stato di avanzamento dei suoi lavori. Via via negli anni, dunque, discute le tesi riguardanti i grandi temi che esplora: la follia e il manicomio, la malattia e la clinica, la delinquenza e la prigione, la sessualità e il controllo su di essa, la biopolitica e lo Stato, oltre agli abbozzi dei rapporti fra guerra e Stato. Dunque, l'insieme dei corsi (ormai in via di quasi completa pubblicazione) rappresenta un immenso laboratorio di pensiero, prezioso quanto le opere edite in vita e la raccolta di tutti gli interventi extra librari.
La teoria e l'immaginazione. Sartre, Foucault, Deleuze e l'impegno politico 1968-1978 D'alessandro Ruggero - Manifestolibri, 2010 - La Nuova Talpa
Sartre che si improvvisa diffusore del giornale maoista "La Cause du peuple"; Foucault che fonda il Gruppo di Iniziativa sulle Prigioni e dà voce e diffusione alle lotte dei carcerati; Deleuze che si incontra con il movimento antipsichiatrico e scrive, insieme a Guattari, la sua opera più famosa, "L'Antiedipo". Tutto ciò non si capirebbe senza riflettere sull'impatto profondo che ebbe, su questi intellettuali, il movimento parigino del maggio '68. Per tutti e tre l'incontro col movimento degli studenti, e con i conflitti sociali che lo seguirono, segnò l'apertura di una nuova fase di cui questo libro ricostruisce i passaggi più interessanti. Emergono così dimensioni meno conosciute ma non meno significative della biografia di questi protagonisti della vita intellettuale francese: le battaglie in difesa della libertà di stampa e contro la censura, l'intervento sulle carceri, la lotta contro la segregazione psichiatrica, l'impegno per i diritti dei migranti. Un modo di vivere il ruolo dell'intellettuale che non ha perso nulla della sua attualità.