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Ippolito Nievo. Atti del Convegno (Udine, 24-25 maggio 2005) Daniele A. (Cur.) - Esedra, 2006 - Filologia Veneta
Il volume, frutto del Convegno tenutosi a Udine il 24-25 maggio 2005, è dedicato allo studio dell'opera di Ippolito Nievo. Il grande narratore veneto dell'800 si inserisce con le sue "Confessioni di un italiano" nella tradizione della narrativa autobiografica settecentesca che va da Gozzi a Goldoni, da Casanova a Da Ponte.
Ippolito Nievo. «La biografia di un italiano» Mazzon Daniela Torrisi Rosa - Edizioni Anordest, 2011 - Biografie Controcorrente
Fisico snello e asciutto, di chi è abituato ad andature da gran camminatore; temperamento ardimentoso; gentile nei modi, ma tenace nei propositi, Ippolito Nievo fu un giovane, la cui vita coincise con il periodo culminante del Risorgimento e s'intersecò con gli eventi politici della nascente nazione Italiana. Nato a Padova il 30 novembre 1831 da Antonio, notaio mantovano, e da Adele Marin, patrizia veneziana, passò lunghi periodi a Colloredo, nel castello di famiglia, in cui ambientò numerose pagine della sua opera più famosa, "Le confessioni d'un italiano". Ebbe due grandi amori, il primo per Matilde Ferrari, raccontato, e poi negato, in pagine appassionate e veementi; il secondo - proibito - per la moglie del cugino, Bice Melzi, donna fine, colta, entusiasta del movimento nazionale. In poco tempo, ancora giovanissimo, maturò un sogno e una visione politica che lo portarono ad essere un letterato e un patriota, le cui scelte coraggiose incisero profondamente sulla sua vita e su quella della nascente nazione Italiana. Gli ultimi mesi di vita Nievo li trascorse quasi tutti a Palermo, a districare un'amministrazione caotica e problematica. La sua misteriosa scomparsa ancora oggi suscita interrogativi e polemiche. La nave a vapore Ercole, su cui si era imbarcato con il resoconto della contabilità, gelosamente custodito in un bauletto, partita da Palermo, non attraccò mai al porto di Napoli. Si fecero molte supposizioni ma poche e tardive furono le ricerche.