Libri di Gianluca De Sanctis
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- 9788829037315 La religione a Roma. Luoghi, culti, sacerdoti, dèi
La logica del confine. Per un'antropologia dello spazio nel mondo romano De Sanctis Gianluca - Carocci, 2015 - Biblioteca Di Testi E Studi
Il confine, qualunque esso sia, rappresenta il simbolo delle relazioni che una comunità stabilisce al suo interno e con lo spazio circostante; costruire un confine significa separare, ma anche creare, inventare un luogo e dotarlo di regole proprie; esso costituisce, se così si può dire, l'atto di fondazione di una cultura. Per rendere sicuri e inviolabili i loro confini i Romani hanno scelto la via della "sacralizzazione" o addirittura della "divinizzazione". In questo modo essi hanno tentato di sottrarre, almeno idealmente, i confini all'eventualità della rimozione, della revocabilità o della negazione a cui sono, per loro natura, esposte tutte le creazioni umane. Per questo le morti sul o per il confine non possono che essere paradigmatiche e ammonitrici. Dalle storie che le raccontano, infatti, si dipartono fili che attraversano e legano tra loro alcuni nodi fondamentali della cultura romana, quali il rapporto con gli dèi, la costruzione dello spazio, il valore performativo dell'immagine, la nascita della legge, le regole del potere; nodi che permettono di cogliere nella loro complessità non solo il significato di questi racconti, ma anche le ragioni di quella sorta di "ossessione" per i confini che costituisce senza dubbio uno dei caratteri più originali dell'antropologia romana.
Roma antica. Vol. 2: Costumi tradizionali De Sanctis Gianluca Maiuri Arduino Segarra Crespo Diana - Nuova Cultura, 2007 - Simbologia Del Vestire
Roma antica. Vol. 2: Costumi tradizionali - Nuova Cultura
Roma antica. Vol. 2: Costumi tradizionali De Sanctis Gianluca Maiuri Arduino Segarra Crespo Diana - Nuova Cultura, 2023
In questo Quaderno dedicato alla Roma antica, Gianluca De Sanctis, attraverso l'analisi del funerale gentilizio, descrive la costruzione di un'identità civica a partire dalla riaffermazione della memoria collettiva capitolina. Arduino Maiuri, invece, considera la toga il simbolico indumento d'appartenenza alla civitas, ma anche simbolo dello status civis. La medesima dinamica identitaria è rintracciata da Diana Segarra Crespo nel mondo divino a partire da un'opposizione cromatica delle vesti di due divinità che presiedono la sfera plebea: Cerere e Flora. Un trittico di articoli che si dipana lungo il filo comune di una costruzione del sé civico resa possibile grazie a particolari tipologie di vestiario.