Libri di Alfonso Del Giudice
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La finanza sostenibile. Strategie, mercato e investitori istituzionali Del Giudice Alfonso - Giappichelli, 2022
La finanza sostenibile tiene assieme, in una visione di lungo periodo, sia il rendimento finanziario per l'investitore che la creazione di un valore sociale condiviso, comprensivo della mitigazione dei rischi ambientali e delle disuguaglianze generate dall'attività economica. La rapida crescita degli asset gestiti secondo i criteri della sostenibilità induce a interrogarsi in maniera critica sulla qualità delle strategie proposte e, prima ancora, sulla loro necessità, ovvero se esse rispondano a un cambiamento strutturale del mercato o siano frutto di una moda. Gli obblighi normativi sulle tematiche della sostenibilità evidenziano la natura strutturale di questo tipo di finanza. Il volume analizza il fenomeno approfondendone gli aspetti critici. L'analisi empirica condotta da numerosi studiosi a livello internazionale concorda nell'affermare che le strategie basate sui criteri ESG offrano un beneficio in termini di riduzione di rischio rispetto ai modelli d'investimento tradizionali. La letteratura sugli investimenti tematici e d'impatto è essenzialmente legata alle tematiche green, grazie alla crescente attenzione ai temi ambientali e all'introduzione di certificazioni che, sebbene su base volontaria, attenuano il problema del green washing. Invece, l'attuale scarsa diffusione dei prodotti legati ai temi sociali sconta la difficoltà nella definizione del fattore sociale in ambito di sostenibilità. Le asimmetrie informative sono un ostacolo rilevante allo sviluppo della finanza sostenibile.
La finanza sostenibile. Strategie, mercato e investitori istituzionali Del Giudice Alfonso - Giappichelli, 2019
La finanza sostenibile tiene assieme, in una visione di lungo periodo, sia il rendimento finanziario per l'investitore che la creazione di un valore sociale condiviso, comprensivo della mitigazione dei rischi ambientali e delle disuguaglianze generate dall'attività economica. La rapida crescita degli asset gestiti secondo i criteri della sostenibilità induce a interrogarsi in maniera critica sulla qualità delle strategie proposte e, prima ancora, sulla loro necessità, ovvero se esse rispondano a un cambiamento strutturale del mercato o siano frutto di una moda. L'espansione del set informativo introdotta dagli obblighi normativi sulla rendicontazione non finanziaria a carico degli emittenti titoli e l'innovazione legislativa, che incentiva gli investitori istituzionali ad essere azionisti attivi sulle tematiche della sostenibilità, spiegano la natura strutturale di questo tipo di finanza, che integra la valutazione delle performance non finanziarie (ESG) nelle strategie degli investitori. Il volume, confrontandosi costantemente col dato empirico e la letteratura internazionale, analizza il fenomeno approfondendo gli aspetti critici delle principali strategie d'investimento. L'analisi empirica condotta da numerosi studiosi a livello internazionale concorda nell'affermare che le strategie basate sui criteri ESG offrano un beneficio in termini di riduzione di rischio di portafoglio rispetto ai modelli d'investimento tradizionali. La letteratura sugli investimenti tematici e d'impatto è essenzialmente legata all'attrattività delle tematiche green. Infatti, l'evoluzione degli investimenti green è in parte dovuta alla maggiore sensibilità ai temi ambientali, ma soprattutto all'introduzione di regole comunemente accettate di labeling dei prodotti finanziari, che attenua il problema del green washing. Invece, l'attuale scarsa diffusione dei prodotti legati ai temi sociali sconta l'arretratezza nella definizione del fattore social, analizzato con indicatori su cui si è meno convergenti rispetto al fattore ambientale, e la introduzione tardiva di procedure di validazione in grado di limitare il social washing. Le asimmetrie informative, che limitano lo sviluppo della finanza tematica e a impatto sociale, rappresentano ancora un ostacolo rilevante allo sviluppo integrale della finanza sostenibile.
I social impact bond Del Giudice Alfonso - Franco Angeli, 2015 - Economia - Ricerche
Il crescente divario tra le necessità derivanti dalle prestazioni sociali e le disponibilità effettive dei bilanci pubblici pone una serie di interrogativi su come reperire e utilizzare risorse private nel finanziare le esigenze del welfare. L'impact investing è l'insieme di quelle attività finanziarie che, all'interno della finanza sociale, tenta di coniugare le esigenze di remunerazione del capitale con quelle di generazione di un dividendo "sociale". Il Social Impact Bond (SIB) è la forma tecnica più originale dell'impact investing, che colloca la pubblica amministrazione al centro di un processo contrattuale che vede, da un lato, l'operatore sociale e dall'altro un investitore istituzionale o un intermediario finanziario. L'idea è rendere finanziabili progetti innovativi, in grado di generare benefici sociali con ricadute in termini di risparmio economico, che difficilmente sarebbero attuati per l'avversione al rischio sia della pubblica amministrazione sia dell'operatore sociale. L'investitore, che per sua natura gestisce rischi in cambio di un'adeguata remunerazione, facilita l'innovazione sociale assumendosi il rischio dell'insuccesso collegando la remunerazione dell'investimento alla riuscita del progetto. Un intermediario specializzato filtra i progetti migliori da proporre sia alla pubblica amministrazione sia agli intermediari. Il SIB, però, nonostante promettenti prospettive di sviluppo, risulta ancora limitatamente diffuso.